Il Palazzo dei Papi era invidiato per la sua bellezza, era il modello per tanti altri palazzi delle città più importanti dell’Italia centrale.
Il palazzo fu fatto costruire su commissione di Raniero Gatti, Capitano del Popolo, per offrire una dimora sicura ai pontefici che dovettero riorganizzare la resistenza guelfa, fuori Roma. I lavori del vennero completati nel 1266.
Com’è noto, il pontefice Alessandro IV accettò la proposta del Comune di Viterbo già nel 1257 di spostare la sede pontificia da Roma a Viterbo. Da allora per 24 anni la città rimase sede permanente dei papi.
Il Palazzo dei papi di Viterbo è quindi una dimora signorile medievale è un mix tra le forme dell’architettura romanica viterbese e le forme della nuova moda che veniva dalla Francia. Lo stile gotico.
Non si conoscono i nomi di chi si occupava della costruzione del palazzo, di certo si trattava di personaggi legati alla Francia, tramite i papi francesi in stretto contatto con Viterbo. Tra loro papa Urbano IV.

Viterbo Cattedrale S. Lorenzo
La parte del palazzo che fa innamorare a prima vista, è la loggia delle benedizioni, chiamata così perché i papi si affacciavano per benedire la gente, esattamente, come succede nella Piazza di San Pietro a Roma.
Vi potrà sembrare un paragone esagerato, ma difatti, Viterbo a quei tempi era come un mini-Vaticano, con molti conventi e monasteri, dove furono redatti dei trattati filosofici e religiosi.
Viterbo era, di fatto, il centro della vita culturale nella seconda parte del XIII secolo.
Il Palazzo dei papi è anche famoso perché vi si svolse il conclave più lungo nella storia della Chiesa, durato ben 33 mesi tra il 1268 e il 1271.






















