Piazza del Gesù si trova a ridosso della zona medievale fortificata del colle abitato già in epoca etrusca, dava luogo al primo centro amministrativo della città.
Al centro della piazza si ammira una fontana tipica viterbese, realizzata con dei pezzi provenienti da un antico convento di Viterbo, dei Domenicani.
Come in tanti altri luoghi di Viterbo, anche qui troviamo una bella Torre, dove anticamente si univano i Priori della città.
Oggi la torre è nota come la Torre del Borgognone, un signore passato per la storia della città, per via dei suoi piedi, perché la lunghezza del suo piede, moltiplicato per dieci, dava l’unità di lunghezza del Comune. Per questo vedete il lastrone di peperino sullo spigolo della torre.
Di sicuro anche gli abitanti del Torre del Borgognone ebbero da difendersi dagli attacchi dei nemici all’interno della città, durante le lotte tra guelfi e ghibellini, che insanguinarono le vie di Viterbo.
Proprio a questa piazza si lega un episodio cruento che venne interpretato da Dante nella prima cantica della Divina Commedia.
Siamo durante il periodo del lungo conclave (1268-1271) a Viterbo, quando Enrico di Cornovaglia cugino di Edoardo d’Inghilterra si reca a messa nella Chiesa di San Silvestro o del Gesù, che si trova nella piazza.
Non appena il prete alzò in alto l’ostia sacra, di s’irruppero nella chiesa Guido di Monfort e suo fratello, e ammazzarono per vendetta Enrico di Cornovaglia. Il corpo fu portato fuori dalla chiesa e legato alla coda di un cavallo, infine trascinato per le vie della città.
La Chiesa del Gesù era anche sede dei Cavalieri di Malta.






















