Bolsena – Tour 4 giorni.
Bolsena vista dal suo bel lago. Un itinerario stabilito per le gite autunnali, in base agli orari di apertura dei monumenti, le percorrenze, fattibile per chi arriva dal Nord seguendo la A 1. La prima tappa prima di inoltrarsi nella Tuscia, la città medievale di Orvieto costruita nell’alto della sua rupe di tufo. 1° giorno venerdì pm Orvieto. Le tappe principali del percorso di visita: il Duomo (esterno e interno) – la Piazza del Duomo e Via del Duomo che conduce ai centri del potere medievali – Piazza della Repubblica dove sorgono l’antica chiesa dei SS. Andrea e Bartolomeo, il Palazzo del Comune – la Piazza del Palazzo del Capitano del Popolo. (Durata visita ore 2.30 c.a, so che fa piacere passare un po’ di tempo libero al centro storico di Orvieto, ci accorderemo anche in base alle ore di guida dell’autista). 2° giorno sabato am Necropoli Etrusca Patrimonio Unesco + Museo di Tarquinia. Pm Viterbo. Partenza da Bolsena ore 8.30/9. Arrivo alla Necropoli di Tarquinia ore 9.30/10 c.a. e visita delle tombe dipinte scavate nella roccia chiara, chiamata localmente “il macco”. A seguire spostamento (min 5) con il bus GT al centro di Tarquinia per visitare il Museo archeologico che ospita i reperti risparmiati dai c.d. tombaroli. Pausa pranzo (meglio se tempo libero, durata ore 1/1.30) al centro storico di Tarquinia. Spostamento con il bus GT a Viterbo e visita del centro storico, famoso per la sua architettura medievale. Le tappe principali del percorso: Pzza del Plebiscito con il cortile del Palazzo dei Priori – Via S. Lorenzo che ricalca l’antica rete viaria di epoca etrusco-romana – Piazze con le tipiche fontane viterbesi scolpite nella pietra lavica – La cattedrale di S. Lorenzo (interno) e il Palazzo dei Papi (esterno) – il Quartiere medievale di S. Pellegrino – Il Museo dei Facchini di S. Rosa, compatibilmente con gli orari di apertura, ingresso libero. Durata visita ore 2.30/3 Se si desidera visitare il Palazzo dei Papi oppure il Palazzo dei Priori, serve prenotazione, ci pensiamo noi, ingressi a pagamento. N.B.: nella visita hd (di ore 2.30/3 )è possibile inserire solo uno dei due monumenti. 3° giorno domenica am OPZIONI DA SCEGLIERE: i Giardini Cinquecenteschi di Villa Lante a Bagnaia oppure il Sacro Bosco di Bomarzo (giardino del Secondo Rinascimento, unico al mondo, cosparso di sculture scolpite nella pietra lavica locale e di costruzioni inclinate), oppure Palazzo Farnese di Caprarola e i suoi giardini. Villa Lante di Bagnaia – Viterbo. Pm Bolsena oppure Montefiascone con tappa panoramica in cima al paese, sul lago di Bolsena. Pranzo tempo libero, al termine partenza per Montefiascone e inizio della visita a cominciare con la tappa panoramica su lago e del paese di Montefiascone. 4° giorno 12/10 lunedì. am Civita di Bagnoregio. Civita di Bagnoregio. Per gruppi si suggerisce la navetta privata, a pagamento e solo su prenotazione, che rende la tempistica più agevole, inoltre si riduce anche la distanza che si deve fare a piedi. Esiste anche la navetta pubblica che circola di continuo il week-end ed è poco capiente, in realtà si passa attraversando Bagnoregio, dove c’è il divieto per i mezzi più pesanti delle navette. La navetta da Piazzale Battaglini porta in piazza Alberto Ricci da dove si procede a piedi, 300 m per arrivare + 300 m per tornare, con discesa/salita e vice-versa. L’alternativa è fare il percorso Bagnoregio-Civita di Bagnoregio e ritorno interamente a piedi. Il tragitto anche se con navetta, in parte a piedi, è stancante, considerate le distanze: Chi opta per fare il percorso interamente a piedi da Piazzale Battaglini, deve aggiungere + 1 km per andare e + 1 km per tornare. IL TOUR E’ VOLTO ALLE AGENZIE DI VIAGGI, ALLE ASSOCIAZIONI O COMITIVE, GRUPPI DI AMICI, PURTROPPO NON A PRIVATI CHE VOLESSERO AGGREGARSI PER FORMARE GRUPPO.
Palazzo Farnese di Caprarola. Gli interni.1.
Palazzo Farnese di Caprarola. Gli interni. 1. Come ben si sa, nel Rinascimento, l’affermazione del potere avvenne anche attraverso il mecenatismo e il collezionismo d’arte, e in materia, il nonno papa del Gran Cardinal Farnese non aveva nulla da invidiare alle altre corti europee. Quel che iniziò il nonno a Roma, dopo la sua elezione nel 1534, il Gran Cardinale Alessandro Farnese portò avanti, impegnando gli artisti eccelsi del secondo Cinquecento, anche al palazzo di Caprarola. Quanto rimane oggi della maniera di vivere, dei signori del Cinquecento al Palazzo di Caprarola? L’architettura dell’edificio, la pittura, l’architettura del verde. Quanto più preziosi, quanto ricoprono l’arco temporale di un solo committente, la grande opera caprolatta è sopravvissuta interamente ai nostri giorni. PER VISITARE PALAZZO FARNESE DI CAPRAROLA CONTATTAMI AL 328.4248738 anche in FR e SP. info@guidaviterbo.com o info@civitadibagnoregioguideturistiche.com Maddalena Marton Guida Turistica Ufficiale. Peccato, che al palazzo di Caprarola non ci siano più le sculture, i dipinti, le medaglie, le monete, i reperti archeologici scavati a Roma (dove allora si ergevano tanti ruderi di epoca romana al cielo e che idealmente appaiono sugli affreschi), e che costituivano una parte dell’intera collezione d’arte del Gran Cardinale, ma non vogliamo troppo! Curiosamente, le pitture murali tramandano dei documenti in merito, perché ripropongono in una efficace versione dipinta, i marmi e le sculture (in alcuni casi su modelli tratti da monete antiche che il Gran Cardinale possedeva), utilizzando la pittura illusionistica e attingendo da studi approfonditi circa i dettagli. Andando alla ricerca di antichità dipinte sulle pareti, gli oggetti vanno dai ritratti tratti dalle monete di epoca romana, dalle medaglie, dai cammei, ad altri oggetti preziosi tradotti in pittura, sulla base di precise descrizioni fornite dagli specialisti. Intanto, la collezione d’arte che conosciamo, confluito al Museo di Capodimonte, è utile per integrare nella mente ciò che si visiterà al Palazzo di Caprarola. Una veloce nota sull’architettura, prima di passare ai singoli ambienti del palazzo: tieni in mente, che il palazzo ha una forma pentagonale con un cortile circolare aperto al suo interno. I piani sono 5: i sotterranei, il Pianterreno chiamato il Piano dei Prelati, il Piano Nobile, e altre due piani bassi e privi di decorazioni, che erano destinati alla servitù. I più importanti (e visitabili) sono due: dei Prelati e soprattutto il Piano Nobile per la decorazione pittorica, celebrata già dai contemporanei (per esempio dal Vasari). Il grande pentagono viene diviso in due da una linea immaginaria che, in realtà è la continuazione della Via Dritta del paese, che taglia a metà anche il piccolo centro urbano. Basta dare un’occhiata sulla pianta del palazzo, per captare facilmente la divisione simmetrica dell’edificio, tra gli appartamenti invernali che sfruttano i raggi del sole, e gli appartamenti estivi, più freschi. IL PIANTERRENO: Si raggiunge l’accesso odierno per i turisti dall’ingresso, ai tempi preceduto da un ponte levatoio, e sormontato da alcune rappresentazioni tratte dagli emblemi Farnesiani. LA SALA DELLE GUARDIE: E’ solo l’inizio di un percorso stupefacente per la ricchezza, per la varietà, per gli argomenti dell’estesissima decorazione, così come per i particolari architettonici del palazzo. Gli affreschi della Sala delle Guardie sono opera di Federico Zuccari e aiuti del 1567. La sala è di ampie dimensioni che permisero l’uso agevole delle armi, come dice il suo nome, era adibita a funzione di servizio di guardia. Le immagini dipinte costituiscono un vero biglietto da visita del Gran cardinal Alessandro, in quanto, i tre stemmi nella volta glorificano il casato dei Farnese, imparentati con gli Asburgo e i reali di Portogallo. Palazzo Farnese di Caprarola. La Sala delle Guardie. Mentre le due mappe geografiche, l’assedio di Malta del 1565 da parte di Solimano il Magnifico e la partenza della flotta cristiana da Messina, fanno identificare il Gran cardinale come il difensore della Cristianità a fronte della minaccia turca. Difatti, il cardinal Alessandro faceva parte della commissione antiturca istituita da Pio IV. Tra le pitture parietali della volta, due documentano, con dovizia di particolari la costruzione, prima del palazzo, poi dell’abitato urbano, gli altri paesaggi dovrebbero rivelarsi immaginari, con rovine antiche tipiche del Rinascimento, dipinti da mani fiamminghe. Nei riquadri sopra gli ingressi del Salone dovrebbero essere le vedute delle città di Marta, Vignola, Orbetello. Dalla Sala della Guardia si apre un ambiente circolare, dove oggi si trova la biglietteria, e che nelle prime piante era indicato come “armeria”. La forma del cerchio rappresentava nella simbolica della geometria Rinascimentale, la forma perfetta, il Cosmo, la cui perfezione proviene da Dio, il creatore di tutto. Viene spontaneo ed evidente l’associazione tra la figura divina suprema con il Gran cardinal Alessandro, con la celebrazione del potere e della ricchezza della casata dei Farnese, e la costruzione del palazzo di Caprarola. IL CORTILE CIRCOLARE: 1559-1579. Come dicevo, altrove, l’idea della corte circolare fu già previsto da Antonio da Sangallo per la vecchia fortezza, (probabilmente fu il Peruzzi a proporre la forma pentagonale, sempre per la vecchia fortezza, quindi la struttura precedente al palazzo). Esistono degli edifici con cortile circolare che precedettero la costruzione di questo palazzo? Sì, primo, il palazzo dell’Imperatore Carlo V a Granada, con il patio circolare. Palazzo Farnese di Caprarola. Il Cortile circolare. Secondo, un esempio più vicino a Caprarola e ai Farnese, Villa Madama a Roma commissionata da papa Leone X Medici, dove, tuttavia il patio è esterno all’edificio ed è solo a forma di semicerchio, e dove venivano ingaggiati, Antonio da Sangallo, (che più tardi divenne l’architetto di fiducia dei Farnese), il Peruzzi (l’architetto della Farnesina a Roma), attivo anche nel territorio della nostra Tuscia, inoltre Giulio Romano (attivo anche al Palazzo Odescalchi di Bassano Romano). Opinione diffusa che gli archi di trionfo e le semicolonne del cortile del Palazzo di Caprarola potrebbero essere stati ripresi dal Bramantesco Cortile del Belvedere in Vaticano. Certo, oggi le nicchie sono vuote, ma viene spontaneo immaginarle fornite di statue, di busti, come si usava in tutti i palazzi del Rinascimento, e come si aspetti da grandi un collezionisti di opere d’arte, com’erano i Farnese. D’altronde, basta pensare al Palazzo Farnese di Roma, e alla famosissima Collezione Farnese di Capodimonte. Qualche statua di Ercole, doveva anche stare anche al Palazzo di Caprarola, penso io, l’idea non sarebbe priva di senso, perché la figura di quest’eroe mitologico dell’antichità, era assimilata nel programma di autocelebrazione dei Farnese. Eloquente il fatto, che nel Rinascimento esisteva un’assimilazione di questa divinità nella figura di Cristo. Al centro del cortile circolare si vede un mascherone, che ha la funzione di raccolta dell’acqua piovana che scende nella sottostante cisterna, chiamata dai tempi dell’architettura romana, “impluvium”. IL PORTICO fu decorato tra il 1579 e il 1581, otto anni prima della morte del Gran cardinal Alessandro Farnese, forse sotto la direzione di Antonio Tempesta. La decorazione della volta del portico porta nell’architettura del palazzo, l’architettura del verde: un pezzo di giardino, uno splendido pergolato e uccelli, attraverso una pittura illusionistica molto efficace. Mentre i quarantasei stemmi sulla parete circolare mostrano le famiglie alleate con i Farnese. Palazzo Farnese di Caprarola. Il Cortile circolare. La volta del portico. Tra gli stemmi uno che rappresenta l’unicorno ammansito da una donna. Ne parleremo, perché canonicamente si pensa si tratti della famosissima Giulia Farnese, detta la bella, i cui ritratti furono distrutti dal fratello, papa Paolo III, che spinse la sorella nelle braccia di papa Borgia per gli interessi di famiglia. Il che, come ben sappiamo, non era inusuale all’epoca, tutt’altro. Chissà, da quanti decenni o secoli, gli storici vorrebbero ritrovare un ritratto al vero di Giulia la bella? Ebbene, tante ricerche sono state fatte, tanti studi redatti. Una eccellente storica dei Farnese, Patrizia Rosini, ha pubblicato vari testi a questo riguardo, che posso proporre a tutti quanti s’interessano. Ecco le sale disposte intorno il cortile circolare, divise negli appartamenti dell’estate e dell’inverno. Tutte riccamente ornate con delle bellissime grottesche, oltre le scene principali, anche se da dire che le pitture del Piano Nobile sono ritenute di livello superiore. Un curioso elemento caratteristico ornamentale ricorrente in tutte le stanze, è una maschera poggiata a terra, che non ha ancora trovato una spiegazione iconografica. LA SALA DI GIOVE: 1560-1562. Apre l’appartamento dell’estate, le pitture parietali sono opera di Taddeo Zuccari e aiuti. Questa sala è detta anche “della Prospettiva” in riferimento alla stanza dipinta da Baldassare Peruzzi alla Farnesina che poteva aver ispirato le bellissime pitture illusionistiche. La sala aveva funzione di rappresentanza. Palazzo Farnese di Caprarola. La Sala di Giove o della Prospettiva. Perché si chiama Sala di Giove? Perché nella volta appaiono delle scene tratte dall’infanzia della divinità, in cui la stessa viene identificata con il Gran cardinal Alessandro stesso, il signore di Caprarola, il costruttore del palazzo e del borgo nuovo. (In un sistema neofeudale, direbbe uno storico). Le finte architetture (disegnate dal Vignola e dal genero G.B. Fiorini) delle pareti servono a dilatare lo spazio, mentre le sculture dipinte dorate che si affacciano dalle nicchie, sono chiamate a celebrare le arti e le discipline connesse con l’architettura. Palazzo Farnese di Caprarola. La Sala di Giove o della Prospettiva. Le scene raffigurate: La nascita di Giove. Le Ninfe con la capra Amaltea. Amaltea allatta il piccolo Giove. Le Ninfe riempiono di fiori e frutta un corno spezzato di Amaltea. La cornucopia viene presentata a Giove. Vulcano offre a Giove lo scudo fatto con la pelle di Amaltea. Amaltea trasformata in costellazione. LA STANZA DELLA PRIMAVERA: 1560-1562. Affrescata da Taddeo Zuccari e aiuti. E’ la prima delle quattro successive, dedicate alle Stagioni, che secondo l’antica tradizione coincide con il risveglio della Natura. Le stagioni vengono qui raffigurate in modo inusuale rispetto ai canoni tradizionali, con attributi inabituali, mentre continua in modo latente la glorificazione della capra Amaltea, iniziata nella Stanza di Giove. Le scene raffigurate: La Primavera. Il Ratto d’Europa. Il Ratto di Proserpina. La Metamorfosi di Proteo. La lotta di Ercole con Acheloo. LA STANZA DELL’ESTATE: 1560-1562. Pitture parietali realizzate da Taddeo Zuccari e aiuti. L’estate viene richiamata dalla pittura nella volta, con attributi tradizionali: la falce e la ghirlanda di spighe. Mentre si rivelano strane otto oggetti raffigurati che si ricollegano al culto del Dio pagano Pan. Vengono invece messi in particolare evidenza i segni zodiacali, che nelle altre sale occupano uno spazio marginale, nelle cornici dei riquadri. In questa stanza il segno del Cancro occupa una posizione centrale, in modo non consono alla tradizione astrologica. Questo fatto potrebbe essere collegato con un accadimento molto rilevante per la famiglia Farnese nel periodo dell’anno sotto quel segno. Sulle pareti sono dipinte delle scene attinenti con le stagioni. Le scene rappresentate: L’Estate, la caduta di Fetonte. Omaggio a Cerere. Trittolemo brucia le sterpaglie. Trittolemo sparge le sementi. LA STANZA DELL’AUTUNNO: 1560-1562. Dipinta da Taddeo Zuccari e aiuti. L’autunno viene invocato dall’uva e da Dio Bacco, tradizionalmente considerato l’inventore del vino. La sua figura è il protagonista in questa sala, dove si legge la sua storia per immagini. Quando nasce, in una immagini davvero realistica, al terribile episodio in cui viene fatto a pezzi dai Titani per vendetta ordinata da Giunone, cotto in un calderone e rimesso insieme da nonna Rea, fino al corteo trionfale dopo la liberazione dai pirati che tentarono di rapirlo. La scena è animata da putti vendemmianti, sileni ebbri e baccanti. Le scene raffigurate: L’Autunno, la nascita di Bacco. Lo smembramento, la bollitura e la resurrezione di Bacco. La nave di Bacco. Il trionfo di Bacco. LA STANZA DELL’INVERNO: 1560-1562. Le pitture parietali sono opera di Taddeo Zuccari e aiuti. Facile riconoscere l’inverno, al centro della volta, raffigurato come un paesaggio desolato, con alberi spogli e dove un ragazzo trascina un animale. Nei quattro ottagoni della volta delle scene mitologiche relative alle cattive condizioni climatiche della stagione, in parte forse tratte dalla metamorfosi di Ovidio. Le scene raffigurate: L’Inverno. Il concilio degli Dei decide di sterminare l’umanità con il diluvio. Vulcano incatena Borea. Eolo scioglie i venti. Deucalione e Pirra sopravvivono al diluvio. APPARTAMENTO D’INVERNO, IL PIANO DEI PRELATI: composto di cinque stanze, che girano lungo i lati Sud-Ovest del palazzo, soleggiati. Come le stanze dell’appartamento d’estate, anche queste furono affrescate da Taddeo Zuccari e aiuti, in due anni, tra il 1567 e il 1569. I motivi dipinti sono tratti dall’araldica e dall’emblematica farnesiana. Il Salone è noto come Sala del Teatro o dei Cigni, riprende la decorazione di un soffitto di Giulio Romano nella Villa Madama di Roma, all’epoca proprietà dei Farnese. Nella volta è dipinto lo stemma del cardinale Odoard o Farnese, nominato a quest’incarico nel 1591, per cui è lecito supporre che ci sia un legame tra la nomina e queste pitture. Confermerebbe questo fatto la nota descrizione del cronista di papa Gregorio XIII che racconta della visita del palazzo di Caprarola avvenuta nel 1578, (dopo la sua visita a Villa Lante di Bagnaia), in cui dice della decorazione dell’appartamento invernale, ancora incompleta. I lati lunghi della volta raffigurano delle scene di sacrificio. L’ambiente successivo, il Salotto, presenta une delle più note imprese farnesiane: la Vergine con l’unicorno, canonicamente la Vergine nelle sembianze di Giulia la bella, la famosa sorella di papa Paolo III Farnese. Le stanze, che concludono l’appartamento, avevano funzione privata, decorate con stemmi e grottesche.
Itinerario rinascimentale – il sacro e il profano al Palazzo Farnese di Caprarola.
Itinerario rinascimentale – visitare il Cinquecentesco Palazzo Farnese di Caprarola, tra il sacro e il profano. Ci addentreremo in un luogo di grande ricchezza creato per il passatempo, una villa fortificata dove il Gran cardinal Alessandro Farnese si ritirava spesso da Roma e riceveva i suoi ospiti. Ci si perde nell’ammirare delle superfici molto estese di affreschi i cui protagonisti sono tratti dall’antico e dal nuovo testamento, dalla mitologia greco-romana, e naturalmente, dalla storia europea di cui furono protagonisti gli stessi Farnese. Perché tra il sacro e il profano? Primo, perché l’arte rinascimentale ha un aspetto pagano insito, in quanto in parte si nutre dalla mitologia classica e ciò comporta la raffigurazione di tali personaggi, spesso ignudi. Come appaiono anche sugli affreschi del Palazzo del Gran cardinal Farnese a Caprarola. Ma c’è veramente da scandalizzarsi? Poi ve lo spiegherò. Secondo, perché, gli affreschi oltre gli ignudi che per noi non sono così facilmente accettabili al palazzo di un prelato, mostrano neanche velatamente, delle conoscenze proibite dalla Chiesa cattolica. Una di queste era considerata una via parallela a quella delle dottrine cristiane, che pretendeva di ottenere la perfezione dell’anima. Terzo, certamente il profano è presente nella storia stessa dei Farnese, nella scalata al potere in cui si servirono delle donne della famiglia, nell’abile politica per ottenere ricchezza e fama. Quanto dura la visita? H 2,30 c.a. Che cosa si visita? Il Palazzo Farnese esterni, interni, e gli splendidi Giardini costruiti su vari livelli alle spalle del palazzo pentagonale. Palazzo Farnese Caprarola, Parco Quale altro posto abbinare per la seconda parte della giornata? Il Cinquecentesco Villa Lante a Bagnaia o il Cinquecentesco Bosco Sacro di Bomarzo o Viterbo medievale. Info + 39 328.4248738 info@artinvistaguideviterbo.com info@guideviterbo.com All’att. di Maddalena Marton Guida Ufficiale. Ti potrebbe interessare anche: www.guidaviterbo.com
Itinerario rinascimentale – esoterico al Palazzo Farnese di Caprarola.
Itinerario rinascimentale – esoterico, Palazzo Farnese Caprarola. Il Palazzo Farnese di Caprarola è una delle opere più complete del Rinascimento perché trovi tutto il retaggio dell’arte del primo e del secondo Rinascimento. Ciò vale per l’architettura dell’edificio e degli splendidi Giardini, che in realtà mostrano uno sviluppo verso la moda dei primi del ‘600, e per l’esteso ciclo di affreschi manieristi. Sala Mappamondo, Palazzo Farnese Caprarola Gli affreschi manieristi che ricoprono ben 7650 metri quadrati, comprendono la cultura del primo e del secondo Rinascimento, basata su dei pensieri filosofici e esoterici. Il neoplatonismo, l’ermetismo, l’orfismo andavano molto alla moda anche tra cardinali e papi, nonostante la chiesa cattolica fosse contraria a queste conoscenze. Il Gran cardinal Alessandro Farnese per esempio ne era un appassionato, fu proprio lui, nipote di papa Paolo III a commissionare l’intero ciclo pittorico di Palazzo Farnese di Caprarola. Dove si svolge l’itinerario? Al Palazzo Farnese di Caprarola. Info guide + 39 328.4248738 info@civitadibagnoregioguideturistiche.com info@guidaviterbo.com info@arinvistaguideviterbo.com All’att. di Maddalena Marton Guida Ufficiale. Questo tipo di itinerario è un pochino specialistico per appassionati dell’esoterismo, ma ci siamo anche per le visite classiche, puoi scegliere anche la visita tra il sacro e il profano, gettonato. Quanto dura? 2-3 ore, in una mattina o un pomeriggio, compresa la visita anche dei Giardini. Puoi abbinare a questo itinerario la visita di Villa Lante a Bagnaia, oppure il Bosco Sacro di Bomarzo, nella stessa giornata. Ti potrebbe interessare anche: www.civitadibagnoregioguideturistiche.com www.artinvistaguideviterbo.com
Itinerario Rinascimentale nella Tuscia. Palazzo Farnese, i suoi Giardini e il Sacro Bosco di Bomarzo, in 1 giorno.
Come è noto, nella seconda metà del secolo XVI papi e cardinali commissionarono delle ville e dei giardini stupendi attorno a Roma, dove poter ritirarsi dalla vita frenetica della città eterna, per periodi più o meno brevi. Ciò rientrava in una certa maniera di vivere, molto dispendiosa, di certo criticata dalla nostra visione del mondo del XX secolo, che però oggi rappresenta una bella fetta della nostra industria turistica, oltre che la straordinaria identità dell’arte italiana. Nella prima parte della giornata si va alla scoperta di Palazzo Farnese di Caprarola, della sua architettura e della pittura che si rivela un delicato e sofisticato tessuto che include vari aspetti artistici e culturali del Rinascimento e del Manierismo. A seguire si visitano i Giardini, realizzati come il palazzo pentagonale, su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola, costruiti in alto della collina, dove le proporzioni perfette dell’architettura rinascimentale viene portato ai limiti estremi possibili. Pranzo possibilmente a Caprarola, sai ci sono vari ristorantini accoglienti al borgo, in antichi palazzi medievali, oppure lungo il percorso verso il Sacro Bosco di Bomarzo meglio conosciuto come il Parco dei Mostri. Nel pomeriggio si continua il viaggio nel mondo della stessa ispirazione culturale Rinascimentale-Manierista, però in un Giardino cosparso di sculture e di costruzioni note come uniche al mondo, impostato su delle conoscenze neoplatoniche in modo assolutamente originale. Vuoi visitare Palazzo Farnese e il Sacro Bosco di Bomarzo con Guida Turistica Ufficiale e autorizzata? Disponibilità in IT, EN, FR, SP. info +39 328.4248738 info@guidaviterbo.com info@artinvistaguideviterbo.com All’att. di Maddalena Marton Guida Turistica Ufficiale. # Villa Lante # Civita di Bagnoregio # Viterbo #Montefiascone # Lago di Bolsena # Sutri # Tuscania # Tarquinia # Bolsena # Capodimonte # Vulci # Ronciglione # San Martino al Cimino # Orvieto # Cerveteri – con Guida Turistica. Ti potrebbe interessare anche: www.guidaviterbo.com
Visitare Viterbo – 2020 estate.
Visitare Viterbo? E’ possibile: difatti, ho ripreso con immenso piacere le visite guidate nel pieno rispetto delle condizioni che ci sono ben note. Viterbo – Il Palazzo dei Papi che ammirano tutti per il suo design del XIII secolo, cha affascina ancora oggi. Cosa aspettarsi durante la visita di Viterbo? Il percorso si svolge interamente a piedi per cui si raccomandano scarpe comode. Ecco le 6 cose da non perdere a Viterbo: Il Quartiere S. Pellegrino sorto nel secolo XI dove si ha l’impressione vera di fare un tuffo nel Medioevo. Il Museo dei Facchini di S. Rosa da Viterbo, che trasportano la Macchina alta 26 m che pesa 5 tonnellate – Patrimonio Immateriale Unesco. Rodolfo Morbidelli – http://www.facchinidisantarosa.it/ Piazza S. Lorenzo con il Duomo e il Palazzo dei Papi, edificio più importante dall’esterno che non all’interno, disegnato da maestri sconosciuti ma certamente legati alla Francia. Viterbo Cattedrale S. Lorenzo Piazza S. Silvestro che sorge nella zona del castrum medievale, ossia il nucleo fortificato più antico della Viterbo del Medioevo. Piazza della Morte e la sua tipica fontana viterbese scrosciante d’acqua. Piazza del Plebiscito con il Palazzo dei Priori e il Sarcofago della Bella Galiana. Abbiamo trovato l’occasione di entrare anche nella Chiesa di S. Maria Nuova perché il gruppetto era molto interessato venire a conoscere i dipinti che si trovano all’interno. Viterbo – Chiesa S. Maria Nova, forse la più bella di Viterbo con una serie di dipinti che abbracciano almeno 4 secoli di tempo. Se vuoi visitare Viterbo con Guida Turistica abilitata, autorizzata ed anche esperta puoi contattarmi al 328.4248738 info@guidaviterbo.com Maddalena. Di solito lavoro con gruppetti, comitive e privati. Languages: IT, EN, FR, SP.
Bolsena – la meraviglia del lago e l’antico borgo.
Finalmente! Dopo il lockdown del 2020 sono riprese le visite guidate, così ho raggiunto il mio gruppetto a Bolsena per visitare il caratteristico borgo. Eravamo tutte donne, abituate a viaggiare, e il 20 giugno abbiamo girato Bolsena medievale e rinascimentale, per continuare nel cuore della festa delle ortensie! Grazie infinite a loro, ho potuto riprendere a lavorare. Punto panoramico, alle nostre spalle il Lago di Bolsena lo specchio d’acqua vulcanico più esteso d’Europa. La Rocca Monaldeschi di Bolsena sorge in un punto strategico a controllo della Via Cassia e il Lago di Bolsena. Come non amare questa festa, dove si trovano una infinità di esemplari di questa specie di fiore? Al borgo di Bolsena gli affacci panoramici di certo non mancano! Vuoi visitare Bolsena anche te? La visita dura un paio di ore, poi ci sono va
Viterbo e il medievo.
Il 28 di giugno, 2020, si riprendono le gite anche su Viterbo, dove maggiormente arrivano dalla vicina Roma. Comitiva curiosa a scoprire la città, amata da papi, antipapi, imperatori, ma anche da Fellini! Ma, Viterbo non è solo medioevo, come lo dimostrano le costruzioni di epoche posteriori, però la città cinta di mura custodisce interi quartieri che conservano l’aspetto originale dei secoli XI-XIII. Una meraviglia! Viterbo con il famoso Palazzo dei Papi del XIII secolo, invidiato all’epoca dalle altre città dell’Italia centrale. Viterbo – Chiesa S. Maria Nova, forse la più bella di Viterbo con una serie di dipinti che abbracciano almeno 4 secoli di tempo. Viterbo – Fontana Grande, una delle più antiche della città. Viterbo – Palazzo Gatti, abitato anche attualmente, le sue finestre furono fatte, prendendo come esempio quelle del Palazzo dei Papi. Viterbo – Chiesa S. Maria Nova, il tetto a capriate abbellito con le maioliche, sono quelle originali, risalenti al XIV secolo. Se vuoi visitare Viterbo o tutta la sua provincia la Tuscia, chiamami per info 328.4248738 Maddalena. info@civitadibagnoregioguideturistiche.com
Il Lago di Bolsena
Il Lago di Bolsena. È davvero difficile immaginare le violente eruzioni vulcaniche, che aprirono la pancia della terra eruttando lava a 20-30 km, e facendo crollare più vulcani, dentro se stessi, una scena apocalittica. Poi, dalle profondità della terra, sotto forma di vapori, vennero sprigionate le acque che riempirono la conca del lago, circa 360.000 anni fa, possiamo dire che un’età abbastanza giovane nella misura delle ere geologiche. Le due splendide isole nacquero nelle braccia dell’acqua, quando il lago esisteva già. La superficie del lago forma lo specchio d’acqua più vasto, di origine vulcanica d’Europa: una perla color mare circondato da terrazze naturalmente formate, ora coltivate a vigneti, uliveti, ortaggi. La superficie dell’acqua misura 114 chilometri quadrati, la massima profondità è di metri 151. Gli altipiani dai pendii scoscesi di Civita di Bagnoregio e di Orvieto si erano formati a seguito delle eruzioni di tipo Pliniano, del comprensorio vulcanico dei Vulsini. Da visitare sulle sponde del lago? Il bel borgo medievale di Montefiascone e di Bolsena, seguono per importanza i due centri più piccoli sulla sponda opposta del lago, Marta e Capodimonte. Bolsena vista dal suo bel lago. Parlando della presenza dell’uomo nella zona, si deve dire, che le tracce più antiche della frequentazione furono certamente cancellate dall’attività vulcanica. Una delle testimonianze più antiche, sono i resti individuati sott’acqua di un abitato del secolo IX a.C., nei pressi di Bolsena. In età etrusca arcaica (secolo VI a.C.) esisteva davanti al promontorio chiamato oggi Bisenzio, una piccola città etrusca, importante centro della produzione di oggetti in bronzo, oggi nel Museo di Villa Giulia a Roma. # Il Lago di Bolsena # Bolsena # Montefiascone # Visitare i bei borghi arroccati dell’Alto Lazio con Guide Turistiche Ufficiali # anche in lingue info@guidaviterbo.com + 39 328.4248738 Ti risponde Maddalena. # Villa Lante # Viterbo # Tuscania # Palazzo Farnese Caprarola # Parco dei Mostri Bomarzo # Sutri # Tarquinia # Vulci # Orvieto # Cerveteri # San Martino al Cimino # Soriano al Cimino # Vitorchiano ….
Visitare Bolsena – in 1/2 giornata.
Bolsena – Perché resistere a tale bellezza? Sì, Bolsena è un irresistibile borgo, perché si affaccia su un vasto lago color mare e perché ci si respira un’atmosfera medievale mista a un sottile velo spirituale. Bolsena vista dal suo bel lago. Il lago di Bolsena è nato dalle viscere di più vulcani che a seguito di eruzioni violente si sono svuotate, e la loro pancia, diventata tutt’una, fu riempita dall’acqua. Le due isole si sono formate diverse migliaia di anni dopo. La nostra visita comincia nella parte più antica del paese, dove sorge la Rocca Monaldeschi, una fortezza difensiva medievale, costruita in posizione strategica, perché in altura rispetto alle sponde del lago. Nello stesso tempo a controllo della via Cassia. È bello attraversare le vie del borgo, perché permette di fare delle tappe panoramiche, di apprezzare le case tipiche costruite in basalto, ma anche utile per rendersi conto degli aspetti urbanistici di Bolsena. La cosa che non puoi perdere a Bolsena, è visitare un antico luogo della fede, dove viene custodita la pietra con l’impronta di due piedi e le pietre macchiate dal sangue eucaristico. Bolsena. La Basilica di Santa Cristina costruita sul sepolcro sotterraneo della Santa bolsenese martirizzata nel secolo IV d.C. La Basilica di Santa Cristina, in realtà è un ampio complesso di vari edifici religiosi risalenti a varie epoche, coinvolgente anche per degli aspetti archeologici e artistici. # Guida Turistica Bolsena # Guide Turistiche Alto Lazio # specializzate anche in lingue + 39 328.4248738 info@artinvistaguideviterbo.com info@guidaviterbo.com Ti risponde Maddalena Guida Turistica ufficiale.
Capodimonte e Marta sul Lago di Bolsena. Visitare in 1/2 giornata.
CAPODIMONTE E MARTA – Dove puoi fare il pieno di panorami e di atmosfere struggenti. Perché i due antichi borghi furono costruiti su alti scogli di lava, di fronte alle due belle isole del lago di Bolsena, la Bisentina e la Martana. I due borghi vicini appartenevano ai territori della potente famiglia Farnese, che commissionarono dei palazzi in questa zona nel XV secolo, ai loro architetti di fiducia: i famosi Sangallo di Firenze. A Capodimonte esiste ancora il palazzo ottagonale che domina dall’alto, ora in proprietà privata, opera di Sangallo il giovane. Non ci puoi entrare, ma accedere alla piazza, da dove si apre un panorama mozzafiato. A Marta rimane solo la memoria del periodo farnesiano, dove sorge la torre ottagonale, in cima al paese. Però che posto meraviglioso! Sembra poter toccare con la mano l’isola di fronte, poi si scende per i vicoli, si passa sotto gli archi, per arrivare il colorato porticciolo dei pescatori. Da Capodimonte è possibile imbarcarsi con Stefano per la circumnavigazione delle isole, tra l’altro più vicine a Capodimonte che non a Bolsena, ed è un’esperienza che a distanza di anni tornano a richiedere turisti provenienti da tutto il mondo. # borghi arroccati su due promontori di lava # Lago di Bolsena # Bolsena # Montefiascone # Guide Turistiche + 39 328.4248738 ti risponde Maddalena. Visita con noi tutta la Tuscia #Civita di Bagnoregio # Viterbo # Sacro Bosco di Bomarzo # Villa Lante # Palazzo Farnese di Caprarola # Tarquinia # Tuscania # Vitorchiano # Sutri # Vulci # San Martino al Cimino # Orvieto
Montefiascone – Da visitare in 1/2 giornata.
Montefiascone – Non l’hai mai visitata? Le 4 cose che non devi perdere: Il panorama dalla Rocca dei Papi, la basilica dei pellegrini, la cattedrale con la terza cupola più grande d’Italia, le cantine. Il borgo ha la cuspide fortificata, dove sorge la Rocca dei Papi. Da questa posizione strategica domina dall’alto a 360° rispetto al paesaggio che comprende anche la bella conca del lago di Bolsena.I papi che ogni tanto lasciavano Roma a causa dei conflitti per il potere, si ritiravano spesso nella fortezza di Montefiascone, fino a renderla una residenza per la villeggiatura. Qui pose papa Innocenzo III nel 1207 la sede di un Rettore del Patrimonio di San Pietro, che controllava il territorio dal punto di vista militare, religioso, fiscale, patrimoniale. Montefiascone sorge anche lungo la Via Francigena che passa fuori le mura del borgo. I pellegrini fanno da sempre tappa nella basilica di San Flaviano, costruita nel secolo XI. È uno spazio dove si respira l’atmosfera dei luoghi autentici, tra bei capitelli medievali ed interessanti affreschi risalenti ai secoli XV-XVI. SONY DSC Ci s’imbatte in una pietra tombale. E’ quella di Deuc, il protagonista della leggenda del vino Est, est, est.Leggenda o no, la verità vera è che il vino di Montefiascone oggi classificato DOC. Se vuoi, puoi assaggiarlo in una delle cantine della città! C’è una grande cupola a Montefiascone, che attira l’attenzione perché visibile da lontano. E’ la terza cupola Quattrocentesca più grande, per diametro, di tutta Italia, appartiene alla cattedrale.La cattedrale di Montefiascone piace moltissimo perché è luminosa grazie ad una soluzione architettonica che gioca con l’effetto della luce, realizzata seguendo le esperienze borrominiane. # Guide Turistiche Montefiascone # Guide Turistiche Alto Lazio # anche in lingue + 39 328.4248738 info@guidaviterbo.com Ti risponde Maddalena info@artinvistaguideviterbo.com info@civitadibagnoregioguideturistiche.com
Visitare Civita di Bagnoregio – e dintorni. Civita, Viterbo, il Parco dei Mostri, in 1 giorno e 1/2.
Visitare Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2, ideale per il week-end. Programma di visite volte ad agenzie, comitive, scuole. Civita di Bagnoregio, Viterbo, il Sacro Bosco di Bomarzo meglio conosciuto come il Parco dei Mostri. 1°Giorno: arrivo la mattina possibilmente entro le 10-10.30 a Bagnoregio, incontro con la vostra guida in Piazzale Battaglini, dove potete arrivare con il bus GT. Visita di Civita di Bagnoregio il bel borgo incastonato in cima ad un cono di tufo, circondato dalla valle caratterizzata da creste di argilla formatesi dal residuo che lasciò il mare nelle lontane ere geologiche. Pranzo a Bagnoregio oppure in un ristorante o agriturismo lungo la strada che porta a Viterbo. Nel pomeriggio visita della città di Viterbo cinta di mura, che vanta quartieri medievali molto estesi con degli edifici e fontane unici, tante torri, piazze, archi e botteghe. Viterbo è nota come la città dei papi che risiedevano nel Palazzo Papale costruito nella seconda metà del secolo XIII da artisti locali e francesi. Viterbo. Il Palazzo dei Papi che faceva invidia alle altre città medievali del centro Italia. Pernottamento in un hotel della zona. 2°Giorno. Volete una meta proprio speciale? Vi propongo la visita del Sacro Bosco di Bomarzo conosciuto come il Giardino fantasioso unico al mondo. Sì, perché cosparso di sculture sorprendenti, scolpite in loco nella roccia vulcanica, e di costruzioni inclinate. Una visita speciale che vi porta nel XVI secolo e nella cultura del tardo Rinascimento. Il Parco dei Mostri di Bomarzo o Sacro Bosco. L’immancabile tappa per la foto di gruppo, davanti alla scultura amata da Salvador Dalì.
Itinerario etrusco-romano. Dalle tombe dipinte di Tarquinia all’antica città etrusco-romana a Vulci in 1 giorno.
Itinerario etrusco-romano – Tarquinia e Vulci in 1 giorno. Una giornata alla scoperta delle tombe dipinte dell’antica città etrusca di Tarchna e dei resti monumentali della città etrusco-romana di Vulci. Due tra le città più potenti del Mediterraneo, grazie alla ricchezza del proprio territorio e al commercio con il mondo orientale e con la Magna Grecia. Visita adattata per adulti e per scuole, servizio visita guidata professionale, disponibilità in IT, EN, FR, SP. Info + 39 328.4248738 info@artinvistaguideviterbo.com Eccoti il programma: La mattina si visita la Necropoli di Tarquinia con le tombe dipinte e il Museo Etrusco di Tarquinia. Pranzo a Tarquinia poi spostamento con il bus turistico o con le macchine che avete a disposizione, al Parco Archeologico di Vulci. Nel pomeriggio si addentra nel suggestivo sito archeologico immerso nella Maremma, tappa al medievale Castello della Badia. Vuoi modificare o estendere l’itinerario? Chiamaci per info + 39 328.4248738 Guide Turistiche Ufficiale per # Tarquinia centro storico # Tuscania # Viterbo # Lago di Bolsena # Viterbo # Montefiascone paese del vino # Civita di Bagnoregio # Villa Lante # Il Sacro Bosco di Bomarzo # Bolsena # Palazzo Farnese di Caprarola # Sutri # Civita Castellana # Orvieto e tutta la Tuscia. Ti potrebbe interessare anche: www.guidaviterbo.com
Itinerario etrusco, medievale, rinascimentale a Tarquinia in 1 giorno. Dalla pittura degli Etruschi al Museo e alla città cinta di mura.
Itinerario tutta Tarquinia in 1 giorno. Ecco il programma che ti permette di visitare e di apprezzare al meglio la città di Tarquinia dalla millenaria storia, con Guide Turistiche Ufficiali ed Autorizzate. Che cosa si visita? La Necropoli Etrusca dei Monterozzi di Tarquinia, il Museo Etrusco tra i più ricchi di antichità etrusche, il centro storico di Tarquinia alla scoperta di monumenti a partire dal Medioevo al barocco. La mattina visita delle tombe dipinte a partire dal secolo VI a.C. che portano alla scoperta della pittura etrusca che racconta in scene colorate non solo la vita quotidiana, ma anche aspetti po’ nascosti riguardanti la visione di vita e di morte di questo straordinario popolo pre-romano. Al termine della visita della necropoli spostamento con il bus turistico oppure con le macchine se siete turisti privati, al centro storico di Tarquinia e visita del Museo dove sono esposti i ricchi corredi principeschi provenienti dalle tombe. Tarquinia – Il Museo Nazionale Etrusco nell’edificio pre-rinascimentale di Palazzo Vitelleschi. Pausa pranzo, a seguire si visita il centro storico di Tarquinia le cui tappe principali sono: Il Duomo che ha un tesoro pittorico, il ciclo di affreschi di un autore di primo ordine, le cui opere sanno molto di Pinturicchio e del Perugino, con delle esecuzioni magistrali e che operò anche ad Orvieto. Il pittore spesso viene chiamato come “pittore umbro” in base alle sue opere, si tratta invece di un pittore viterbese, poco conosciuto: Antonio da Viterbo alias Pastura. Duomo di Tarquinia – particolare del ciclo di affreschi di Antonio da Viterbo detto il Pastura. La chiesa romanica di Santa Maria in Castello, via delle Torri, il Palazzo Comunale e piazza antistante con una fontana del periodo barocco e chiese di stile barocco. Tarquinia – Chiesa S. Maria in Castello che sorge nel nucleo più antico della città, stretto intorno alla torre piazza alta di Tarquinia. Per info chiama il + 39 328.4248738 info@artinvistaguideviterbo.com oppure info@guidaviterbo.com all’Att. di Maddalena Marton Ti potrebbe interessare anche: www.guidaviterbo.com
Itinerario – tra Medievo, il lago di Bolsena, e i Giardini manieristi di Villa Lante in 2 giorni. Civita, Montefiascone, Viterbo, Villa Lante.
Itinerario – Medievo, il lago di Bolsena con Montefiascone, Viterbo, Villa Lante. Civita di Bagnoregio è un’infinta sorpresa di scorci e di tipiche case medievali e rinascimentali. Se ami il Medievo, ti troverai bene nei vari borghi e città caratteristiche della Tuscia, autentici perché conservano il loro aspetto originario. Tra questi, il famoso borgo di Civita di Bagnoregio immerso nella suggestiva zona della Valle del Tevere, poi la città di Montefiascone noto come un paese di panorami suggestivi sul lago di Bolsena e paese anche del vino. L’antico borgo di Montefiascone, visto dal giardino di casa mia. A seguire Viterbo, la città medievale più visitata per la sua architettura, dove sono sopravvissute delle architetture e degli scorci di rara bellezza. Viterbo. Il Palazzo dei Papi che faceva invidia alle altre città medievali del centro Italia. Voglia anche di Rinascimento? Proprio nelle vicinanze di Viterbo puoi visitare i Giardini di Villa Lante, votati i Giardini più belli d’Italia alcuni anni or sono, del Secondo Rinascimento. Villa Lante con una delle sue fontane nella parterre del Quadrato dei Mori. Affascinante percorso con giochi d’acqua e con simbologie da scoprire. Questo programma di visite richiede 2 giornate piene: 1° Giorno: mattina Civita di Bagnoregio, pomeriggio Montefiascone (possibilità di degustazione vini in cantina). 2° giorno: mattina visita di Viterbo, pomeriggio Villa Lante a Bagnaia. Proposta Tour 2 giorni per agenzie di viaggi, gruppi, Cral e chiunque volesse visitare la nostra bella Tuscia. Info prenotazione Guide Turistiche al 328.4248738. Disponibilità in lingue IT, FR, EN, SP. info@guidaviterbo.com All’att. di Maddalena Marton Guida Ufficiale.
Itinerario Etrusco – 2 siti Unesco in 1 solo giorno.
Itinerario Etrusco – 2 siti UNESCO in 1 giorno. Cerveteri e Tarquinia. Sei appassionato della cultura etrusca? Allora non ti puoi perdere la visita della Necropoli della Banditaccia di Cerveteri e della Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, in compagnia di una guida turistica ufficiale che ti permetta di apprezzare al meglio quello che vedi. Entrare nella Necropoli di Cerveteri è come entrare in una vera città dei morti, perché si può ancora vedere l’impianto urbanistico su cui la necropoli fu improntato. Con le vie ortogonali, le piazze, le vie principali. Oltre le tombe principesche con i tumuli (a partire dal secolo VII a.C.), che rispecchiano tutti i dettagli scolpiti nella roccia all’interno, delle dimore etrusche dell’acropoli di Caere, si vedranno anche altre tipologie di tombe, come per esempio quelle a dado (sec. IV a.C.), con numeri e iscrizioni con i nomi della gens sopra l’ingresso. Come se fossero dei villini a schiera, esprimono cioè una certa eguaglianza all’interno della società. I cosiddetti tumuli circolari (non sono quelle più grandi), scolpite nella roccia tufacea lungo una delle vie della necropoli. La Necropoli Etrusca di Tarquinia invece è importante per la pittura. Come a Cerveteri, anche queste tombe furono fatte ad imitazione dell’architettura domestica, ma qui i dettagli sono resi maggiormente attraverso la pittura. In queste dimore eterne che erano la casa del defunto per la vita dell’aldilà, vediamo dipinti dei personaggi vissuti 2600 anni fa. Le scene colorate ci forniscono importanti informazioni non solamente su come vivevano gli Etruschi, ma su vari aspetti riguardanti la loro concezione di vita e di morte. Necropoli di Tarquinia, la Tomba della Pulcella. La donna che vedete, banchettando, non è la pulcella… poi vi racconterò tutto. Info per le visite guidate per comitive, privati, agenzie di viaggi: + 39 328.4248738 info@guidaviterbo.com info@artinvistaguideviterbo.com All’att. di Maddalena Marton Guida Turistica Ufficiale. Disponibilità in IT, EN, FR, SP. Ti potrebbe interessare anche: www.guidaviterbo.com
Itinerario Etrusco. Tarquinia e Tuscania in 1 giorno.
Itinerario etrusco – Alla scoperta dell’antica civiltà pre-romana che diede la prima identità culturale alla penisola italiana. Viaggio nel mondo etrusco attraverso le pitture murali di Tarquinia, i reperti del Museo di Tarquinia e del Museo Etrusco di Tuscania. Cosa c’è di più bello che andare a vedere e a capire con l’aiuto di una guida, un mondo lontano ormai nel tempo, che però ci ha tramandato delle usanze ancora viventi? Vieni a scoprire tutto quanto c’è da sapere sulle tombe dipinte di Tarquinia! La Necropoli dei Monterozzi a Tarquinia. La Tomba dei baccanti con scene al culto, appunto, di Bacco/Dioniso. La prima parte della giornata è dedicata alla visita della Necropoli di Tarquinia e del Museo Etrusco di Tarquinia dove sono esposti dei tesori intesi come tesori archeologici, ma anche come dei gioielli in oro. Specchio inciso in bronzo al Museo Etrusco di Tarquinia. Riconosci Athena? Pranzo a Tarquinia, al termine spostamento a Tuscania nota come la città dei sarcofagi, dove si visita il Museo Nazionale Etrusco. Il Museo Etrusco di Tuscania – Sarcofago con scena di uccisione. Per prenotare una Guida Turistica contatta il + 39 328.4248738 info@guidaviterbo.com All’att. di Maddalena Marton Guida Turistica Ufficiale oppure info@artinvistaguideviterbo.com Disponibilità in IT , EN, FR, SP.
Celleno Vecchio, il borgo fantasma.
Celleno Vecchio – Sembra una pittura del paesaggio, fatta di romantici ruderi, di una possente Rocca medievale, immersa tra colline verdi punteggiate di vigneti ed uliveti. E’ Celleno Vecchio costruito su uno sperone di tufo eroso nel tempo, completamente disabitato dalla metà degli anni ’50, perciò noto anche come il borgo fantasma. Celleno Vecchio sulla sua rupe tufacea, visto dal Castello Costaguti di Roccalvecce. Si vede bene che la parte Nord della rupe su cui sorge l’antico borgo è completamente distrutta. Perché? Te lo dirò sul posto. Negli anni ’70 il vecchio borgo non era altro che un cumulo di rovine, eccetto la Rocca, acquistata e recuperata dall’artista Enrico Castellani, che ne ha fatto la sua residenza e studio. Dove si trova Celleno Vecchio? A 20 chilometri a nord da Viterbo, tra i siti top della Tuscia # Viterbo #Civita di Bagnoregio # il Parco dei Mostri di Bomarzo #Villa Lante a Bagnaia #Montefiascone #Bolsena. Per visitare Celleno Vecchio e la Tuscia con Guide Turistiche Ufficiali e Autorizzate, chiama il + 39 328.4248738. Disponibilità anche in EN, FR, SP! A due passi è situato il borgo di Sant’Angelo famoso per i murales di fiabe, lo puoi visitare nello stesso giorno con Celleno Vecchio. Il fascino di Celleno Vecchio non sarebbe lo stesso senza gli affacci panoramici, che permettono delle viste d’inaspettata bellezza sui rilievi della Valle del Tevere, verso est i Monti Cimini. No, non è il Fujiyama! Si trova molto più vicino di quanto non lo pensassi – E’ il Monte Cimino, antico vulcano spento a Nord da Roma, vicino a Viterbo. Visita anche: # Tarquinia con le Tombe dipinte etrusche # Tarquinia Museo Etrusco #Tarquinia centro storico #Tuscania # Palazzo Farnese Caprarola # Sutri # Civita Castellana # Sovana # Orvieto # Civita di Bagnoregio.
Sant’Angelo – Il paese dei murales.
Sant’Angelo – Il paese dei murales, ovvero come far rinascere un paese in via di spopolamento in un’attrattiva turistica attraverso la street art? Dove prima sorgeva un piccolo paese dall’aria abbandonata, ora si trova un altro, quello che ha avuto il suo Rinascimento attraverso i 26 murales realizzati fino alla fine del 2019, tratti dalle fiabe. Ci s’immerge nella dimensione fiabesca amplificata dalle dimensioni delle figure raffigurate sulle case e dai colori, in un percorso affascinante di vie strette ed angoli dove rivivi fiabe dell’infanzia. Eccoli, Il Piccolo Principe, Pinocchio, Don Chisciotte de la Mancha, La piccola fiammiferaia, Aladdin, Alì Babà e i Quaranta Ladroni, Hansel e Gretel, Peter Pan, la Spada nella roccia, il Libro della Giungla, la Fabbrica di cioccolato, Mignolina, La bella addormentata, La leggenda di Santa Claus, I bambini e i Troll. Il primo murale realizzato è Alice nel paese delle meraviglie, il suo orologio segna le 11 e 27 minuti, perché è stato inaugurato il 27 novembre del 2017 a quell’ora. Con Alice i personaggi e gli elementi che caratterizzano le sue avventure: le carte, l’orologio e l’inafferrabile Bianconiglio. In realtà il murale di Alice è la favola del cambiamento per Sant’Angelo, ecco perché l’artista Tina Loiodice ha raffigurato sull’angolo a destra della casa e del murale, due bambini reali del posto, intenti a tirar via un telo. Il telo rappresenta il vecchio e i due bambini sono fautori del nuovo, stanno dando vita al nuovo. Sant’Angelo di Celleno – il paese che ha vissuto il suo Rinascimento attraverso i murales tratti dalle fiabe. La storia della rinascita di Sant’Angelo di Celleno ha preso inizio nel 2016 quando per iniziativa di Gianluca Chiovelli si è formata l’Associazione Culturale Arte e Spettacolo, che ha riunito un team di street artists quasi interamente al femminile “le dame artiste” per realizzare i murales. Chi sono gli artisti? Tina Loiodice, Daniela Lai, Stefania Capati, Cecilia Tacconi, Lidia Scalzo, Isabella Modanese e Gabriel Decarli. Dove si trova Sant’Angelo di Celleno? Si trova nelle vicinanze della famosa Civita di Bagnoregio e di un altro borgo minore, Celleno vecchio chiamato il borgo fantasma. Siamo nell’Alto Lazio chiamato anche la Tuscia. Contattami al + 39 328.4248738 per i tour di visite turistiche culturali, sono disponibile in IT, FR, SP, EN su prenotazione. Ti potrebbe interessare anche: I tour 1 giorno. Itinerari nell’Alto Lazio. Visitare vicino a Civita di Bagnoregio. www.guidaviterbo.com
Vitorchiano – e la presa del 1232 da parte dei viterbesi.
Vitorchiano – e la presa 1232, da parte dei viterbesi – Storia medievale del bel borgo arroccato sulla rupe, paese del peperino e delle fontane. Viterbo dal 1192 divenne diocesi, avendo tolto la sede della diocesi a Tuscania (Toscanella), e Viterbo nel giro di pochi decenni divenne forte e sottometteva tutti i castelli vicini. Era un clima di continuo guerreggiare, con Corneto, con Toscanella, addirittura con Roma. Vitorchiano in un momento delicato per la sua sopravvivenza si rivolse al senato di Roma per salvarsi dagli attacchi del vicino nemico e per poter ricostruire gli edifici e le mura sulla rupe. Già, perché il piccolo comune di Vitorchiano non potè più far fronte al finanziamento della ricostruzione. Come avvenne la presa di Vitorchiano nel 1232? Fu la distruzione più grande di tutti i tempi, che i viterbesi arrecarono a Vitorchiano. Sappiamo dalle cronache, che nel 1232 partirono da Viterbo 200 uomini a cavallo e dei fantini, per prendere Vitorchiano con “le scale di fune”. La presa di Vitorchiano dai viterbesi nel 1232 – Affresco risalente al secolo XVI. Era già tutto preparato e previsto, in quanto i viterbesi potevano far affidamento su due vitorchianesi traditori, un certo Cittadino e un certo Giovanni, che dall’interno delle mura di Vitorchiano attaccarono la fune ai merli di queste. Erano le due di notte. Uno dei guardiani si accorse e fuggì, mentre i viterbesi riuscirono a entrare, altri ancora entrarono dalla parte posteriore della rupe e presero la torre detta del Cassaro. Nel frattempo i viterbesi mandarono a chiamare ancora più gente a Viterbo per chiamare rinforzi, e quindi arrivarono altri, non soldati, ma gente comune, grandi e piccoli. Vitorchiano fu preso, saccheggiato, messo a ferro e fuoco e distrutto, così dicono le cronache: tutto distrutto fino alle fondamenta. Il compenso dei traditori? Lo riportano le cronache, cinquecento libre di papalini, dati dalla comunità di Viterbo ai traditori. Fu l’anno dopo, nel 1233, secondo le cronache, che i Romani a loro spese rifecero di nuovo il castello di Vitorchiano, più bello di prima. Fecero una torre sopra la Porta Romana, poi un’altra torre (nel primo cerchio murario, oggi alla Porta della Madonna della Neve) da dove si può vedere molto lontano a 360° (oggi la torre appartiene al Palazzo Comunale, comunemente chiamata Torre dell’orologio, ci si può salire, vista magnifica). Le porte del castello di Vitorchiano, com’era di consuetudine in epoca medievale, si chiudevano per la notte. Proprio davanti alla Torre dell’orologio di Vitorchiano, nella piazza che era il luogo di socializzazione della comunità dove si trovava e si trova tuttora il Palazzo Comunale, si trova una fontana caratteristica scolpita ad arte. E’ la tipica fontana a fuso, scolpito nella pietra vulcanica localmente chiamata peperino. Ebbene, alle spalle della fontana un’iscrizione datata 1320 reca inciso a caratteri gotici un bando municipale che vieta agli assassini e ai traditori di dimorare nel Comune. Bando fatto a ragion veduta, come abbiamo visto. La fonte che narra la presa di Vitorchiano del 1232 sono le Cronache e gli Statuti della Città di Viterbo di Ignazio Ciampi (1872). Queste riportano le cronache di Niccolò della Tuccia (nato nel 1400, commerciante e scrittore della città, raffigurato nel famoso affresco di Lorenzo da Viterbo nella cappella Mazzatosta, chiesa della Verità di Viterbo) e di Giovanni di Juzzo da Covelluzzo. Giovanni Juzzo era di professione speziale, iniziò a scrivere le sue memorie storiche dopo M. Girolamo, di Cola da Covelluzzo, dal 1490, come si legge nelle Cronache e Statuti di Viterbo del Ciampi. Visite turistiche, culturali e didattiche per agenzie, comitive e privati – in IT, FR, SP, EN info + 39 328.4248738 info@civitadibagnoregioguideturistiche.com info@guidaviterbo.com all’att. di Maddalena Marton Ti potrebbe interessare anche: I tour 1 giorno. Itinerari nell’Alto Lazio. www.guidaviterbo.com
Pasqua di Resurrezione 2020
Dedico l’augurio speciale per questa Pasqua di resurrezione 2020, a tutti quelli che soffrono, a tutti quelli che prendono cura dei malati e soccorrono i bisognosi anche solo di parole confortanti. La Resurrezione. Mantegna – Accademia Carrara di Bergamo. Per quest’augurio ho celto l’immagine di un dipinto su tavola, conservato nell’Accademia Carrara di Bergamo, città stravolta dal dolore in questi mesi. E’ la tavola della Resurrezione, che era ritenuta da quasi 200 anni una copia attribuita al Mantegna. Fino al 2018, quando il laboratorio di Diagnostica dell’Università di Viterbo sotto la guida del prof. Calabrò riuscito a stabilire con una tecnica avanzata ed innovativa che l’opera è vera del Mantegna, in realtà la parte superiore di un’unica tavola “La discesa di Cristo al limbo” realizzata nel 1492. Come in molti altri casi, anche in questo, l’opera intera è stata divisa a pezzi… la parte inferiore della pala si trova a Princeton Collezione Barbara Piasecka Johnson, battuta all’asta da Sotherby’s a ben 30 milioni di dollari. Chissà, a quanto ammonta all’incirca, il numero delle opere d’arte italiane parse per le collezioni private ed i musei all’estero? Un’infinità.
La tradizione ceramica nella Tuscia
La tradizione ceramica nella Tuscia ha delle radici antichissime che risalgono addirittura a epoca etrusca, a 2700 anni fa circa, quando sul modello greco prese inizio l’uso del tornio. Ceramica etrusca – Museo Archeologico di Vulci La ceramica artistica a figure nere e rosse viene ancora prodotta dagli abili artigiani di Tarquinia, di Tuscania, di Civita Castellana, di Bagnoregio, con le tecniche originali. Gli etruschi oltre la ceramica prodotta nelle botteghe specializzate di Cerveteri, di Vulci, di Tarquinia ed in altri centri dell’Etruria Meridionale come per esempio Orvieto, erano esperti anche nella produzione di oggetti in terracotta. Ne è un esemplare famosa la lastra di terracotta che ornava il Tempio dell’acropoli etrusca di Tarquinia, i Cavalli Alati oggi al Museo Etrusco di Tarquinia. I Cavalli Alati secolo IV a.C.- lastra di terracotta che ornava il grande tempio etrusco dell’Acropoli – Museo Archeologico di Tarquinia. La storia della produzione ceramica nella Tuscia in realtà prese inizio ancor prima l’epoca etrusca, abbiamo molti oggetti modellati a mano, senza cioè l’uso del tornio, risalenti alla cultura cosiddetta villanoviana, secolo X-IX a.C. I vasi, gli oggetti di uso quotidiano e funerario, i modelli in miniatura di carri, sono esposti nei musei di Tarquinia, Vulci, Viterbo, per esempio. L’argilla usata non era depurata, che in gergo tecnico si chiama a impasto, le forme erano ancora rozze, l’interno dei vasi conserva le impronte digitali dei vasai vissuti 3000 anni fa. Tutti questi oggetti provengono dalle necropoli dei villanoviani, gente autoctona a tutta l’Italia centrale, considerati i precursori degli Etruschi. Urna cineraria villanoviana secolo IX a.C., d’impasto, modellata a mano. Anche le ceramiche di lusso, greche a figure nere e rosse, oppure i preziosi unguentari corinzie che costavano l’occhio della testa, sono state ritrovate nelle ricche tombe principesche delle necropoli etrusche. Quelle ceramiche erano prodotte in Grecia e nelle città della Magna Grecia, da dove raggiungevano il mercato etrusco attraverso la fitta rete commerciale tra i due popoli. Ceramica greca a figure nere – Museo Archeologico Vulci. Fu proprio attraverso alla circolazione della ceramica, che gli Etruschi venivano a conoscenza della mitologia greca, che assorbirono e in parte modellarono al loro gusto. Ceramica greca a figure rosse – Museo Nazionale Etrusco Tarquinia. Le tombe dell’Etruria hanno restituito anche delle ceramiche di imitazione, prodotte nelle botteghe locali, di tipo attico (anfore di dimensioni grandi, prima a figure nere, poi a figure rosse) e di tipo corinzio (dimensioni piccole, di solito unguentari e balsami, ossia contenitori per la crema idratante dell’epoca), molto costosi. Balsamari etruschi – Museo Archeologico di Vulci. La terracotta era molto usata dagli Etruschi, favolose le decorazioni fittili di templi e di tombe a forma di templi, le lastre di terracotta che ricoprivano il tetto delle dimore. Ne abbiamo testimonianza in vari musei della Tuscia, tra Tarquinia, Tuscania, Viterbo, o ancora a Orvieto. Antefissa dal Tempio del Belvedere – Museo Nazionale Archeologico Orvieto Tanti i vasi di terracotta di uso quotidiano, funerario, religioso, portati alla luce, i sarcofagi (famosi quelli di Tuscania), le maschere (bellissime quelle di Tuscania probabilmente di produzione falisca. Ossia dei Falisci, uno dei popoli pre-romani italici confinanti con gli Etruschi. I primi esemplari di ceramica etrusca presentano una decorazione geometrica, sono piuttosto rozzi, elementari. Interessanti i vasi esposti al Museo di Tarquinia, con l’immagine di tori, probabilmente in allusione alla figura mitologica del Minotauro. Ceramica etrusca con l’immagine mitologica del Minotauro – Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia. La produzione della ceramica, con l’uso del tornio ed i colori minerali, come abbiamo detto, fu introdotta in Etruria dai Greci che si stabilirono in Etruria, aprirono delle botteghe e diffusero un nuovo sistema della produzione della ceramica. Un tipo di ceramica caratteristico e unico, etrusco, è il bucchero. Di solito color nero o grigio, dovuto ad un particolare sistema di impasto e di cottura. Brillante, se lucidata con la cosiddetta tecnica a stecca, era prodotta in svariate forme, a seconda dell’uso a cui erano destinate. Buccheri – Museo Archeologico di Vulci. Questa tecnica fu usata anche in altre culture, per esempio in America Latina, ma gli Etruschi seppero portare alla perfezione questo tipo di produzione, probabilmente grazie all’impasto di argille più raffinate e cottura più uniforme. La ceramica nella Tuscia oggi: Le ceramiche artistiche della Tuscia viterbese sono protette da una disciplina stabilita dalla Camera di Commercio di Viterbo. Perché le ceramiche possano essere fregiate con il marchio Tuscia viterbese, devono essere prodotte con argille cotte a diverse temperature, e lavorate almeno per il 60% a mano. Le ceramiche Tuscia viterbese si contraddistinguono per due varianti, quella tradizionale e quella innovativa. La ceramica tradizionale si tratta di oggetti che rievocano nelle forme o nelle tradizioni, gli standard storici della produzione ceramica del viterbese. Ceramiche artistiche della Tuscia viterbese – Bottega Quartiere San Pellegrino Viterbo. La ceramica artistica innovativa sono dei manufatti che per stile, forma, e tecniche di realizzazione rappresentano la naturale evoluzione di una specificità artigianale che ha sempre eccelso per originalità e creatività. Ceramica artistica della Tuscia viterbese – Bottega Quartiere San Pellegrino Viterbo. Il Museo della Ceramica della Tuscia di Viterbo. Il Museo della Ceramica della Tuscia si trova nel cuore del centro storico di Viterbo, nelle vicinanze del medievale Quartiere San Pellegrino, dove trovi varie botteghe di ceramica tipica. Il Museo della Ceramica di Viterbo e della Tuscia è ospitato a Palazzo Brugiotti. L’esposizione si articola in 7 sale e racconta l’evoluzione della produzione della ceramica dal XII secolo, dalla tipologia “a biscotto” alla ceramica invetriata, smaltata, fino alle ceramiche preziose del XVII secolo.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2. Civita di Bagnoregio, Montefiascone Tuscania.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2. Programma di visite volto ad agenzie, comitive, scuole. Civita di Bagnoregio, Montefiascone, Tuscania. 1° Giorno. La mattina arrivo in bus GT a Bagnoregio intorno alle 10 possibilmente, in Piazza Battaglini dove vi aspetta la vostra Guida Turistica Ufficiale. Spostamento in navetta e visita del borgo medievale conosciuto come la città muore, arroccato in cima ad una collina di tufo. Pranzo a Bagnoregio oppure in un ristorante lungo la strada che porta a Montefiascone. Nel pomeriggio visita di Montefiascone, il borgo arroccato che gira sul dorso di un’antica caldera vulcanica. Splendido panorama sul lago di Bolsena, vanta di una basilica sorta nel secolo XI, tappa sulla Via Francigena. La cupola della Cattedrale di pianta circolare è conosciuta come la terza più grande d’Italia. Pernottamento in zona. 2° Giorno. La mattina visita di Tuscania, cittadina costruita in tufo, da panorami da cartolina su valli profonde e sul colle di San Pietro dove sorgono due antichissime basiliche. Sono patrimonio dell’arte italiana conosciute in tutta Europa per la loro architettura romanica con delle facciate scolpite come merletti. La Basilica di S. Maria Maggiore incanta anche con un affresco inizi del 1300, Giudizio Universale realizzato da due artisti della squadra di Giotto. Pranzo a Tuscania, o in zona e rientro.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2. Civita, Viterbo, Palazzo Farnese di Caprarola.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2. Programma di visite turistiche per il week-end, per agenzie, comitive, scuole. Civita di Bagnoregio, Viterbo, Palazzo Farnese di Caprarola. 1° Giorno. La mattina arrivo a Bagnoregio, incontro con la Guida Turistica specializzata in Piazzale Battaglini a Bagnoregio, dove è possibile arrivare con il bus GT. Spostamento da Piazzale Battaglini di Bagnoregio in navetta pubblica a pagamento (oppure quella privata elimina code, costo superiore) fino al punto più vicino alla Civita. Si prosegue a piedi e si visita Civita famosa nel mondo per le sue caratteristiche urbanistiche medievali e per la vista scenografica cha la circonda. Pranzo a Bagnoregio o in un ristorante/agriturismo lungo la strada che porta a Viterbo, la Teverina. Pomeriggio. Visita di Viterbo conosciuta come la città delle Fontane e dei Papi, dove il tempo sembra essersi fermato nel Medioevo perché gran parte dei suoi edifici risalgono a quel periodo. Si visitano le piazze con le tipiche fontane, il Quartiere San Pellegrino sorto nel secolo XI, la Cattedrale, il Palazzo dei Papi (esterno). Possibilmente anche l’altro palazzo, dei Priori affrescato con mappe geografiche sul finire del secolo XVI. Pernottamento in un hotel in zona. 2° Giorno. La mattina si attraversa con il bus i Monti Cimini, che Plinio il giovane chiamò la Selva Cimina, fitta di boschi, che era una barriera naturale che proteggeva per un tempo Etruria dai Romani. Si arriva a Caprarola per visitare il Palazzo Farnese, un palazzo Cinquecentesco di forma pentagonale fortificato con dei Giardini alle spalle costruite nel banco tufaceo della collina. Sala Mappamondo, Palazzo Farnese Caprarola Vedrete delle superfici molto estese di affreschi della seconda metà del ‘500, che narrano la storia di una famiglia protagonista sulla scena Europea, dei Farnese. Al termine della visita pranzo e rientro.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2. Civita, il Sacro Bosco di Bomarzo, Villa Lante Viterbo.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2. Visita ideale per il week-end. Ecco il programma breve, Civita di Bagnoregio, il Sacro Bosco di Bomarzo, Villa Lante a Bagnaia. 1° Giorno. La mattina arrivo a Bagnoregio e visita della Civita, il borgo dalle atmosfere medievali che affascina con le sue viuzze e abitazioni caratteristiche. Incastonato in cima ad una collina di tufo solitaria che si sta sgretolando soprattutto per l’azione dell’acqua, sfida il passare dei secoli. Civita di Bagnoregio – Piazza San Donato di forma quadrata e non pavimentata. Sai perché? Pranzo a Bagnoregio oppure in un ristorante/agriturismo lungo la strada che porta a Bomarzo dove si trova il Parco dei Mostri o Sacro Bosco, un unicum nell’architettura dei Giardini al mondo. Pomeriggio. Spostamento in pullman e visita del Sacro Bosco realizzato durante l’intero arco di vita da Francesco Orsini, nella seconda metà del XVI secolo. Il Giardino è costruito in una valle sul pendio, che imita un bosco incantato. In cima a dominare le sculture e le costruzioni sorprendenti è un Tempio. Il percorso porta nella visione artistica e culturale del tardo rinascimento, inizio del barocco. Il Parco dei Mostri di Bomarzo o Sacro Bosco. L’immancabile tappa per la foto di gruppo, davanti alla scultura amata da Salvador Dalì. Pernottamento in un albergo della zona. 2° Giorno. La mattina visita di Villa Lante a Bagnaia, di qualche anno più tardo rispetto al Sacro Bosco di Bomarzo, completamente diverso, inserito nella lista dei Giardini più belli d’Italia. Villa Lante – Il parterre del Quadrato dei Mori, denso di simbolismo rinascimentali. Al termine rientro con il bus GT.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2. Civita, Viterbo, il Parco dei Mostri a Bomarzo.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2, ideale per il week-end. Programma di visite volte ad agenzie, comitive, scuole. Civita di Bagnoregio, Viterbo, il Sacro Bosco di Bomarzo meglio conosciuto come il Parco dei Mostri. 1° Giorno: arrivo la mattina possibilmente entro le 10-10.30 a Bagnoregio, incontro con la vostra guida in Piazzale Battaglini, dove potete arrivare con il bus GT. Visita di Civita di Bagnoregio il bel borgo incastonato in cima ad un cono di tufo, circondato dalla valle caratterizzata da creste di argilla formatesi dal residuo che lasciò il mare nelle lontane ere geologiche. Civita di Bagnoregio – la rupe con le case sul ciglio del cono di tufo, vista dal basso. Pranzo a Bagnoregio oppure in un ristorante o agriturismo lungo la strada che porta a Viterbo. Nel pomeriggio visita della città di Viterbo cinta di mura, che vanta quartieri medievali molto estesi con degli edifici e fontane unici, tante torri, piazze, archi e botteghe. Viterbo è nota come la città dei papi che risiedevano nel Palazzo Papale costruito nella seconda metà del secolo XIII da artisti locali e francesi. Il Quartiere di San Pellegrino – un concentrato di costruzioni medioevali uniche nel loro genere. Pernottamento in un hotel della zona. 2° Giorno. Volete una meta proprio speciale? Vi propongo la visita del Sacro Bosco di Bomarzo conosciuto come il Giardino fantasioso unico al mondo. Sì, perché cosparso di sculture sorprendenti, scolpite in loco nella roccia vulcanica, e di costruzioni inclinate. Una visita speciale che vi porta nel XVI secolo e nella cultura del tardo Rinascimento. Il Sacro Bosco di Bomarzo o Parco dei Mostri – una delle sculture che si ispirano sulla mitologia, ma nascondo dei messaggi attraverso delle simbologie, inviateci dal suo ideatore, Francesco Orsini. Pranzo a Bomarzo e rientro.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2. Civita, Bolsena, Montefiascone.
Civita di Bagnoregio – e dintorni in 1 giorno e 1/2. Un viaggio ideale per il week-end, iniziando la visita sabato mattina a Civita, entro le 10-10.30 circa. Civita di Bagnoregio, Bolsena, Montefiascone. Qual’è il programma della mattina? Punto d’incontro con la Guida Turistica specializzata in Piazzale Battaglini ossia la piazza principale di Bagnoregio, dove arriva il bus GT. Civita di Bagnoregio – alla scoperta del borgo caratteristico che include monumenti da epoca etrusca fino agli anni 1600. 1° Giorno mattina. Si visita Civita di Bagnoregio, il borgo mozzafiato che vive la sua fiaba, arroccato in cima alla sua collina lavica che si sta sgretolando lentamente nei secoli. Pranzo a Bagnoregio oppure a Bolsena. Nel pomeriggio si visita un altro borgo mozzafiato, Bolsena che sta arrampicata su una delle cinte crateriche di cui è nato il suo bel Lago centinaia di migliaia di anni fa. Cosa si visita a Bolsena? Si gira il borgo medievale, le vie costeggiate da palazzi rinascimentali intonacati color pastello, si visita la Basilica di S. Cristina famosa per le Sacre Pietre macchiate dal Sangue Eucaristico. Bolsena. La Basilica di Santa Cristina costruita sul sepolcro sotterraneo della Santa bolsenese martirizzata nel secolo IV d.C. Pernottamento in un hotel della zona. 2° Giorno mattina visita di Montefiascone, conosciuto come il paese del vino perché la produzione del DOC Est, est, est ha delle tradizioni che risalgono al Medioevo. Si visita il borgo, la Basilica di San Flaviano tappa dei Pellegrini e la Cattedrale con la terza cupola più grande in Italia. Montefiascone – Il borgo arroccato sul dorso di un cratere vulcanico, visto dal giardino di casa mia. La grande cupola è la terza più grande in Italia, appartiene alla Cattedrale. Pranzo a Montefiascone, nel paese oppure sul lago. Nel pomeriggio viaggio di ritorno.
Da Tarquinia a Viterbo, Bolsena e Civita di Bagnoregio. Tour 2 giorni.
Da Tarquinia a Viterbo il 1° giorno di visita. Da Bolsena a Civita di Bagnoregio il 2° giorno. 1° Giorno. Arrivo a Tarquinia verso le 9.30 e visita della “Cappella Sistina degli Etruschi” ossia le tombe dipinte con dei colori vivi ben 2600-2300 anni fa da artisti greci e da etruschi. Necropoli di Tarquinia – La Tomba dei Leopardi con una scena di banchetto funerario. Spostamento con pullman al Museo Etrusco dove si percorrono strato archeologico dopo strato, i tesori archeologici provenienti dalle tombe principesche etrusche. Il Museo Etrusco di Tarquinia al Palazzo Viteleschi. Pranzo a Tarquinia e al termine spostamento a Viterbo, città delle Fontane e del Palazzo dei Papi. Viterbo cinta di mura racchiude un certo storico ben conservato dal secolo XI, che è noto per il medievale Quartiere San Pellegrino, per le caratteristiche fontane e per il Palazzo dei Papi. Si ripercorrono piazze, vie con le torri e con gli archi, palazzi medievali, e la chiesa cattedrale di San Lorenzo. Viterbo. Il Palazzo dei Papi che faceva invidia alle altre città medievali del centro Italia. Pernottamento possibilmente a Viterbo oppure a Bolsena sulle sponde del Lago. 2° Giorno. La mattina si visita il borgo di Bolsena, che conserva il suo aspetto medievale, misto a porzioni rinascimentali con palazzi color pastello. Da non perdere la Basilica di S. Cristina da Bolsena, dove vengono conservate le Sacre pietre del Miracolo Eucaristico del 1264. Bolsena. La Basilica di Santa Cristina costruita sul sepolcro sotterraneo della Santa bolsenese martirizzata nel secolo IV d.C. Pranzo a Bolsena oppure a Bagnoregio. Nel pomeriggio si visita Civita di Bagnoregio, il borgo vecchio che sta sfidando la forza erosiva soprattutto della pioggia, che dilava la base della collina e lo strato di tufo sopra, su cui si erge il borgo stesso. Civita di Bagnoregio – il borgo vecchio che resiste contro lo sgretolamento del suo cono di tufo. # www.guidaviterbo.com #artinvistaguideviterbo.com # Guide Turistiche Ufficiali + 39 328.4248738 specializzate anche in EN, FR, SP.
Da Civitavecchia a Tarquinia, Tuscania e il Lago di Bolsena. Tour 2 giorni.
DA Civitavecchia per arrivare a Civita di Bagnoregio, ci vuole parecchio, un’ora e mezzo, perciò ti suggerisco un itinerario alternativo che potrebbe comunque piacere. 1° Giorno. Mattina. Se arrivi da Civitavecchia, puoi arrivare comodamente direttamente alla Necropoli Etrusca di Tarquinia (Via Ripagretta) e immergerti nell’antica civiltà etrusca sorta ben 2800 anni fa. Le Tombe dipinte sotterranee sono classificate Patrimonio dell’Umanità per le pitture murali colorate che ci mostrano come si svolgeva la vita quotidiana degli Etruschi. La Necropoli di Tarquinia – La Tomba dei baccanti, ossia personaggi iniziati al culto di Bacco/Dioniso, preso dagli Etruschi dal mondo greco. Al termine della visita della necropoli spostamento al Museo Etrusco di Tarquinia sito al centro storico. Al museo si esplorano i ricchi tesori archeologici, bronzi, specchi, gioielli, pitture murali staccate solo per citare alcuni. Il Museo Etrusco di Tarquinia al Palazzo Viteleschi. Se vuoi, puoi visitare solo la Necropoli e invece del Museo si visita Tarquinia medievale, conosciuta come la Città delle cento torri. Pranzo a Tarquinia. Pomeriggio. Si visita Tuscania costruita su una piattaforma rocciosa delimitata da profonde valli verdi e il Colle di San Pietro. Le due basiliche sono patrimonio dell’arte italiana, dedicate a San Pietro e a S. Maria Maggiore, costruite tra la fine del secolo XI e gli inizi del XIII. Si va spasso per il centro storico cinta di mura merlate, torri, fontane e il Parco del Lavello. Tuscania – La Basilica di S. Maria Maggiore con un Giudizio Universale degli inizi del ‘300 opera di artisti operanti nella squadra di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Pernottamento possibilmente a Tuscania. 2° Giorno mattina. Si va alla scoperta di due borghi costruiti su due scogli lavici sulle sponde del Lago di Bolsena: Capodimonte e Marta con i suoi incantevoli porticcioli. Capodimonte con il Monte di Bienzio e il borgo rifondato in epoca rinascimentale come feudo dei Farnese. In cima il palazzo ottagonale dei Farnese che possedevano anche l’isola di Bisenzio. Ci s’immerge in un’atmosfera di altri tempi, di viste panoramiche mozzafiato sul lago di origine vulcanica più esteso d’Europa. Marta e il suo porticciolo costeggiato da ristoranti. Spostamento a Montefiascone e pranzo. Nel pomeriggio si addentra nel borgo costruito sul dorso di una caldera vulcanica del Lago di Bolsena. Le tappe principali portano alla Rocca dei Papi eretta in posizione strategica, la Cattedrale di S. Margherita con la terza cupola più grande in Italia. La Basilica dei pellegrini costruita lungo la Via Francigena e divisa in una chiesa inferiore e in una superiore, come la Basilica di Assisi. Montefiascone – La basilica frequentata dai pellegrini, sorta nel secolo XI, poi trasformata. Divisa in una chiesa superiore e in una inferiore ricca di affreschi. # www.guidaturisticaviterbo.com #www.artinvistaguideviterbo.com #Guide Turistiche Tarquinia #Guide Turistiche Tuscania #Guide Turistiche Lago di Bolsena #Guide Turistiche per Viterbo e Provincia # +328.4248738
Da Cerveteri a Tarquinia, Tuscania, Viterbo – in 2 giorni. Dalla E 80.
1° Giorno. Se arrivi da Roma sulla E 80, puoi fermarti a visitare la Necropoli di Cerveteri, Patrimonio Unesco, in mattinata. Spostamento a Tarquinia per pranzo. (Distanza chilometrica Cerveteri-Tarquinia km 53). La Necropoli di Cerveteri – si ha l’impressione di addentrarsi in una vera città! Tra sepolcreti principesche monumentali, vie ortogonali e piazze si arriva alle tombe a dado provviste di enumerazione e il nome della gens. Nel pomeriggio si addentra nelle tombe dipinte della Necropoli Etrusca di Tarquinia, Patrimonio Unesco. A seguire si esplorano i ricchi reperti archeologici risparmiati dai tombaroli al Museo Etrusco al centro di Tarquinia. Necropoli di Tarquinia – Pittura murale nella Tomba della Pulcella, che non è la signora qui raffigurata durante il banchetto funerario- sdraiata su cuscini riccamente ornati, con vesti e capelli all’ultima moda, truccata. Pernottamento in un hotel della zona di Tarquinia-Tuscania. 2° Giorno. La mattina si passa alla scoperta di Tuscania, conosciuta come il paese delle due basiliche romaniche e dei sarcofagi. Una visita tra il sacro e il profano e viste panoramiche che sembrano opere di pittura del paesaggio tra le più belle. Tuscania – Il Colle di San Pietro dove esisteva l’antica acropoli di epoca etrusco-romana ora si erge l’antica Basilica di San Pietro. Pranzo a Tuscania oppure a Viterbo. Nel pomeriggio si fa un tuffo nel Medioevo, tra torri, fontane, palazzi, case tipiche viterbesi e chiese sopravvissute dal secolo XI fino ad oggi. Da non perdere il Quartiere San Pellegrino e il Palazzo dei Papi risalente alla seconda metà del secolo XIII. Viterbo – Nota come la Città delle Fontane e dei Papi, dalle atmosfere medievali. # www.guidaviterbo.com # www.artinvistaguideviterbo.com 328.4248738 info@guidaviterbo.com # Palazzo Farnese Caprarola # Villa Lante # Civita di Bagnoregio #Bolsena #Montefiascone #Sacro Bosco Bomarzo #Viterbo #Tuscania #Tarquinia #Vitorchiano #Sutri
Dall’A 1 verso Viterbo e i Cimini. Tour 2 giorni. Il Sacro Bosco di Bomarzo, Viterbo, Villa Lante, Palazzo Farnese.
Il Sacro Bosco, Viterbo, Villa Lante e Palazzo Farnese di Caprarola. Se Arrivi dall’A1 dal Nord puoi uscire ad Attigliano, se invece arrivi dal Sud, basta prendere la comoda superstrada Orte-Civitavecchia per raggiungere il misterioso Bosco Sacro di Bomarzo. Un unicum nell’architettura dei Giardini cosparsi di sculture scolpite nella roccia lavica e di sorprendenti costruzioni inclinate. E’ la prima tappa di visita prima l’ora di pranzo del 1° giorno. Il Sacro Bosco di Bomarzo, conosciuto ai più come il Parco dei Mostri. Dopo la pausa pranzo, spostamento a Viterbo e nel pomeriggio visita della città chiamata anche il San Gimignano del Lazio. Viterbo oltre le torri? Presenta molto di più, perché il suo centro storico medievale oltre ad essere intatto è anche il più esteso d’Europa. Il Quartiere San Pellegrino sorto nel XI secolo, le caratteristiche costruzioni con forme architettoniche rare, e il Palazzo dei Papi costituiscono il fulcro della città medievale. Viterbo. Il Palazzo dei Papi che faceva invidia alle altre città medievali del centro Italia. Pernottamento in uno degli hotel della zona. 2° giorno. La mattina si va alla scoperta dei Giardini di Villa Lante realizzati nel secondo Cinquecento su commissione del potente cardinal Gambara che finanziò la costruzione. I Giardini si arrampicano su più livelli nel pendio della collina boscosa e sono costruiti intorno ad un’asse: di fontane con giochi d’acqua. L’architetto, forse Jacopo Barozzi da Vignola, sconvolse le regole insite nell’architettura dei giardini rinascimentali, come ve lo racconterò sul posto. Villa Lante di Bagnaia – Viterbo. Pranzo a Caprarola. Nel pomeriggio visita del Cinquecentesco Palazzo Farnese a Caprarola, costruito sulle basi di una fortezza pentagonale. Si percorrono molte sale affrescate dei migliori pittori del periodo, attivi a Roma. Alle spalle del pentagono si trovano i Giardini Rinascimentali costruiti nel banco roccioso di una collina boscosa. I Giardini monumentali realizzati su più livelli, con lo sbancamento a mano della collina di pietra lavica si trovano più in alto, il cui fulcro è la Casina del piacere. Intorno fontane, sculture di divinità pagane, labirinti, il giardino di verzura, che serviva per gli spettacoli. Un luogo dove il gran cardinal Alessandro amava ritirarsi dalla vita frenetica del palazzo dove risiedeva la sua corte. Villa Farnese di Caprarola. Un viale prospettico conduce al primo terrazzamento dei Giardini Alti. Il visuale chiude da un edificio villa, la Casina del Piacere.
Da Civita di Bagnoregio a Viterbo in 2 giorni. Civita, Montefiascone, Viterbo, Villa Lante.
Da Civita di Bagnoregio si passa a Montefiascone il 1° giorno. Il 2° giorno si visita Viterbo medievale e i Giardini Cinquecenteschi di Villa Lante. Proposta Tour 2 giorni per agenzie di viaggi, gruppi, Cral e chiunque volesse visitare la nostra bella Tuscia. Info prenotazione Guide Turistiche al 328.4248738. Il 1° giorno arrivo entro le 10 c.a. a Bagnoregio, il paese nuovo, e si raggiunge la Civita, il paese vecchio, conosciuto anche come il borgo incantato. Civita di Bagnoregio – Una casa con il profferlo, costruzione tipica medievale. Pranzo a Bagnoregio. Nel pomeriggio visita di Montefiascone, il paese del vino e dei bei panorami sul lago di Bolsena. Visita del borgo, della Basilica dei Pellegrini e della Cattedrale che vanta la terza cupola più grande in Italia. La vista del lago di Bolsena dalla cuspide di Montefiascone. Pernottamento in un hotel della zona, Montefiascone o Viterbo. Il 2° giorno la mattina si visita la città medievale di Viterbo famosa per il Quartiere San Pellegrino sorto nel secolo XI, per le fontane tipiche viterbesi e per il Palazzo dei Papi. Viterbo – Il Palazzo dei Papi. Pranzo a Viterbo. Nel pomeriggio si addentra in uno dei Giardini più belli d’Italia, nella Cinquecentesca Villa Lante a Bagnaia. I Giardini a terrazze sono conosciuti come dei Giardini a sorpresa costruiti nel fianco boscoso dei Colli Cimini. I Giardini a sorpresa di Villa Lante nei pressi di Viterbo – furono costruiti come residenza estiva dei vescovi di Viterbo nella seconda metà del secolo XVI.
Da Orvieto – Tour 2 giorni. Orvieto, Civita di Bagnoregio, Bolsena, Sovana.
Da Orvieto a Civita di Bagnoregio 1° giorno. Da Bolsena a Sovana 2 giorno. Guide Turistiche Civita di Bagnoregio-Guide Turistiche Alto Lazio e zone limitrofe. Info 328.4248738. Orvieto – Il Duomo. Patrimonio Artistico Italiano. 1° giorno. Arrivo la mattina a Orvieto che sorge su una piattaforma tufacea alta circa 40 metri, e visita del centro storico con il magnifico Duomo medievale. Al termine della visita pranzo e spostamento con il pullman GT a Bagnoregio, la città nuova da dove si prosegue con la navetta pubblica per visitare la città vecchia. La Civita incastonata in cima al suo cono di tufo, conosciuta anche come il paese che muore perché va incontro allo sgretolamento del tufo. Civita di Bagnoregio – l’architettura del borgo è caratterizzato in parte da tipiche case medievali del viterbese, ossia le case con il profferlo. Così viene chiamata la scalinata esterna che conduce all’ingresso del primo piano. Sotto la scala un arco con uno scantinato. Il frigorifero dell’epoca. Pernottamento in zona, come per esempio Bolsena. 2° giorno. Mattina visita del bel borgo di Bolsena costruita sul dorso di una cinta craterica sulle sponde del lago di origine vulcanica più esteso d’Europa. Da non perdere la Basilica, dove vengono conservate le sacre pietre. Bolsena vista dal suo bel lago. Pranzo a Bolsena oppure a Sovana. Pomeriggio visita di Sovana, l’antico borgo del tufo, con una perla dei monumenti medievali della Toscana: il Duomo di Sovana, l’antica Cattedrale di San Pietro.
Da Civita di Bagnoregio – Tour 2 giorni. Civita, Bolsena, Viterbo, Sacro Bosco di Bomarzo.
Da Civita di Bagnoregio a Bolsena, il 1° giorno. Da Viterbo al Bosco Sacro di Bomarzo, il 2° giorno. Guide Turistiche Alto Lazio – info per agenzie di viaggi e gruppi al 328.4248738. 1° Giorno. Nella mattinata arrivo a Bagnoregio, il paese nuovo, da dove ci si sposta con la navetta di linea a visitare Civita di Bagnoregio. Il paese vecchio, perso in un paesaggio da mozzafiato. Civita di Bagnoregio – alla scoperta di scorci incantevoli e di giardini in fiore. Nel pomeriggio spostamento a Bolsena e visita del bel borgo arroccato su una cinta craterica del lago, uno specchio con due isole. 2° Giorno. La mattina visita di Viterbo, chiamata anche la San Gimignano del Lazio… Cosa ha di più Viterbo? Il quartiere medievale intatto, il più esteso d’Europa, il Palazzo dei Papi, le fontane, le piazze, e non solo. Pranzo a Viterbo oppure a metà strada verso Bomarzo. Nel pomeriggio visita del Bosco Sacro, un giardino fantasioso unico al mondo, con delle sculture di varie dimensioni scolpite direttamente nella roccia vulcanica. Ti potrebbe interessare anche: I Tour 1 giorno. Visitare Viterbo.
Visitare vicino a Orvieto. Orvieto, Civita, Bolsena, il Parco dei Mostri.
Visitare vicino a Orvieto. Se arrivi dalla A1 e nella prima parte della giornata visiti Orvieto facendo il tour classico, con il Duomo e il centro storico, hai varie possibilità per il pomeriggio. Ecco 3 Top della Bell’Italia. Orvieto – Il Duomo. Patrimonio Artistico Italiano. Puoi proseguire con la visita culturale turistica di Bolsena strettamente legata al territorio orvietano con i fili della storia e della Fede. Borgo medievale ben tenuto aggrappato su una cinta craterica del Lago. Bolsena vista dal suo bel lago. Diversamente puoi scegliere di visitare Civita di Bagnoregio, l’antico borgo che sfida solitaria sul suo cono di tufo, il lento sgretolamento della sua esistenza. Civita di Bagnoregio – l’architettura del borgo è caratterizzato in parte da tipiche case medievali del viterbese, ossia le case con il profferlo. Così viene chiamata la scalinata esterna che conduce all’ingresso del primo piano. Sotto la scala un arco con uno scantinato. Il frigorifero dell’epoca. Altra meta meno vicina, ma unica, perché non esiste al mondo un altro Giardino simile, è il fantasioso Sacro Bosco di Bomarzo, d’impronta manierista. Un Giardino che sotto il velo del divertimento e dello stupore fu costruito per comunicare segreti impronunciabili a parole. Il Parco dei Mostri di Bomarzo o Sacro Bosco. L’immancabile tappa per la foto di gruppo, davanti alla scultura amata da Salvador Dalì.
Il Museo Etrusco di Viterbo – Musei Etruschi nella Tuscia.
Il Museo Etrusco di Viterbo dà una panoramica su entusiasmanti scoperte dell’Etruria Meridionale interna. Perché è interessante questo museo? Primo, per le ricostruzioni al vero, con pezzi originali, di edifici principeschi o di templi. Sono importanti, perché come sappiamo, le città etrusche non sono sopravvissute al passare dei secoli, essendo gli edifici costruiti in materiale deperibile, tranne il basamento. Invece, al Museo Etrusco di Viterbo possiamo renderci conto dell’architettura domestica etrusca direttamente e non attraverso l’architettura funeraria, come quando visitiamo una necropoli. Secondo, è possibile vedere il materiale con tutto il contesto ricostruito di una delle scoperte più entusiasmanti dell’Etruria rupestre, avvenuta 2-3 anni or sono. Si tratta del Tempio di una divinità ctonia, vale dire legata al mondo sotterraneo, costruito in una spaccatura delle rocce, nelle vicinanze di una sorgente d’acqua. Verosimilmente abbiamo a che fare con un culto di fertilità di una divinità etrusco-romana assimilabile alla figura di Demetra. Abbiamo poi un ricco materiale archeologico con pezzi di pregio ritrovati in una tomba etrusca di Grotte di Castro, in cui dromos, ossia corridoio d’accesso è stato rinvenuto un carro principesco. Bellissimo, esposto al museo. Molto interessante l’esposizione sull’abitato etrusco di Musarna, perché ci dà una panoramica sull’urbanistica, sulla vita che ci si svolgeva attraverso naturalmente i reperti. Eccezionale il pavimento musivo delle terme (costruzione di epoca romana), in quanto reca il nome di un personaggio probabilmente di alto rango, in etrusco. Come per dire, un tentativo disperato dalla parte degli etruschi di Musarna di sopravvivere alla romanizzazione. Ci sono varie altre sezioni, dedicate ad altre zone dell’Etruria Meridionale interna, e poi la sezione dedicata al sito romano di Ferento con delle sculture provenienti dal Teatro romano. Dove si trova il Museo Nazionale Etrusco di Viterbo? In Piazza della Rocca a Viterbo. Lunedì chiuso. Il Museo Etrusco di Viterbo.
Il Museo Etrusco di Tarquinia – Musei Etruschi nella Tuscia.
Il Museo Etrusco di Tarquinia è certamente il top tra tutti i Musei Etruschi della Tuscia, considerato addirittura tra i più importanti in Europa. Pronti? Si viaggia! Si ripercorre quasi mille anni di storia, dalla nascita della grande città stato etrusca di Tarch(u)na, secolo VIII a.C. fino alla sua finale decadenza II-I a.C. Attraverso strato archeologico dopo strato, iniziando dal basso che corrisponde naturalmente a quello più antico, si esplorano degli oggetti di uso quotidiano e di lusso, in parte importati dall’Oriente e reperti provenienti dall’Acropoli. Ci si perde tra tante meraviglie. Quali sono i pezzi più importanti? I reperti dell’architettura funeraria etrusca, quali lastroni scolpiti con figure fantastiche, i sarcofagi scolpiti in pietra con scene del viaggio del defunto nell’aldilà e di sacrificio. Naturalmente le ceramiche… che sono il filo conduttore di ogni scavo archeologico perché si rivelano fondamentali per la datazione e non solo. Quindi, ceramiche a figure nere e rosse prodotte in parte in Grecia, in parte in Etruria, che permettevano la circolazione di immagini tratte dalla mitologia greca in Etruria. Si rimane incantati davanti ai gioielli in oro, perché l’abilità degli orafi etruschi non era per nulla inferiore a quelli attuali. Quale donna non li indosserebbe ancora oggi? Lo stesso si può dire degli oggetti in bronzo, quali specchi e candelabri, pezzi unici, che costituivano il corredo funerario delle tombe principesche. Hai mai sentito parlare dei famosi Cavalli Alati di Tarquinia? Ebbene, è una favolosa lastra di terracotta che ornava l’antico tempio etrusco di Tarchna, considerata un capolavoro dell’arte etrusca. Dove si trova il Museo Etrusco di Tarquinia? Piazza Cavour 1, Tarquinia, Provincia di Viterbo, Regione Lazio. Giorni e orario apertura: Martedì-Domenica 8.30-19.30. Chiusura settimanale: Lunedì. Prenotazione: Nessuna. Vuoi visitare il Museo di Tarquinia con Guida Turistica? Noi siamo abilitate, e prontissime, su prenotazione, per gruppi e privati. Chiama il 328.4248738. Il Museo Etrusco di Tarquinia al Palazzo Viteleschi.
Il Museo Etrusco di Tuscania – Musei Etruschi nella Tuscia.
Il Museo Etrusco di Tuscania è certamente meno visitato quanto meriterebbe, che invece si rivela una miniera d’oro per gli appassionati delle antichità etrusche. Tra l’altro, detto tra parentesi, l’ingresso è ancora libero. I volti, quelli più importanti, sono quelli della famiglia Curunas, al Museo di Tuscania. Rappresentati scolpiti sui coperchi dei sarcofagi, provenienti da tre tombe, risalenti ai secoli IV-II a.C. (che corrisponde al periodo detto ellenizzante). Come sempre, anche questi sarcofagi presentano delle scene di battaglia sui lati, oppure il viaggio del defunto nell’aldilà. I ricchi corredi funerari che, come sempre, erano costituiti di oggetti di vita quotidiana, anche di lusso, ed i quali in un certo senso morivano con il defunto, poi vi dirò perché, servivano per la vita nell’aldilà. Quindi, per gli Etruschi, la vita in questa terra continuava in un’altra sfera, dopo la morte. Tornando al caso dei corredi funerari dei Curunas, tra le ceramiche si trovano dei pezzi provenienti da varie parti dell’Etruria, come da Cerveteri, Vulci, Tarquinia, Chiusi, e persino dalla terra dei Falisci, a testimoniare il commercio e le relazioni strette tra queste città. Molto ricco il materiale in bronzo relativo ai banchetti e al mondo femminile. Passando invece al primo piano del Museo, troviamo dei pezzi architettonici fittili di una tomba a porticato, ceramiche, cippi funerari. I sarcofagi in terracotta, a cui accennavo prima, si trovano proprio al secondo piano, produzione tipica dell’antico centro etrusco, con tratti peculiari. Alcuni sarcofagi di questo tipo, provenienti da Tuscania, si trovano ai Musei Vaticani, oggettivamente meno suggestivi di quelli esposti “a casa” al Museo di Tuscania. L’intero percorso espositivo del Museo di Tuscania permette di fare un viaggio magico che inizia nel secolo VIII a.C. fino a età romana. Da dove proviene il materiale esposto? Dalle necropoli del centro etrusco, in parte dalla raccolta Ottocentesca della famiglia Campanari, in parte da scavi archeologici del XX secolo. Dove si trova il Museo Etrusco di Tuscania? Largo Mario Moretti 1, Tuscania. Chiuso di lunedì. Come inserire la visita del Museo nel tour di visite a Tuscania? Info e visite guidate a Tuscania, anche con noi, Guide Turistiche Ufficiali, 328.4248738. Per gruppi e privati in IT, EN, SP, FR. Il Museo Etrusco di Tuscania – Sarcofago con scena di uccisione.
Il Museo Archeologico di Vulci – Musei Etruschi nella Tuscia.
Il Museo Archeologico di Vulci ci porta in viaggio! Questa volta ci addentriamo nella storia dell’antica città etrusca Velx (?) che dovette la sua ricchezza ad un’abile politica commerciale. Cosa ci dicono i reperti archeologici? Ci parlano di una certa differenziazione dei corredi funerari a partire dalla seconda metà del secolo VIII a.C., quando a guidare la città era un ceto aristocratico. Più tardi, tra la prima metà del secolo VII a.C. e i primi decenni del secolo V a.C. nelle tombe appaiono degli oggetti di lusso molto costosi. Tra questi dei vasi da banchetto e portaprofumi, importati dalla ricca borghesia imprenditoriale. Da dove venivano importati gli oggetti di lusso? Dai centri del Mediterraneo quali la Grecia, la Grecia dell’Est, Corinto, Rodi, Mediterraneo Orientale. Vale a dire, dal mondo più evoluto dell’epoca. Nel corso del secolo VIII a.C. prese inizio anche la produzione locale, importante, della ceramica etrusco-corinzia. In questo periodo cominciarono a diffondersi le forme ceramiche collegate alla diffusione del vino in Italia centrale. Lo sviluppo ammirevole del VII a.C. andava a pari passo con la volontà di autorappresentazione del ceto ricco. Ciò portò alla costruzione di tombe monumentali. Tra altri aspetti, anche all’importazione di oggetti di grande valore, quali vasi da banchetto, unguentari in alabastron, scarabei egizi, oggetti in oro e argento. La produzione vulcente era eccelsa non solo nelle ceramiche, anche del bucchero, ma anche del bronzo. I fabbri locali che producevano attrezzi per lavorare i campi, si sono specializzati poi sulla produzione di ornamenti, specchi insegne del potere, recipienti. In che via si svolgeva il commercio? Maggiormente via mare, parlando del commercio con il Mondo Greco, Orientale e del Mediterraneo Occidentale e le sue isole. Vulci aveva due porti, uno di questi Regisvilla, che nei secoli VII a.C. – VI a.C. divenne scalo di nuovi beni, quali il vino, il grano, i buccheri (la ceramica etrusca per eccellenza), le ceramiche etrusco corinzie. Il Museo archeologico di Vulci ha sede nella medievale Castello della Badia presso il ponte detto del Diavolo. Il Museo Archeologico di Vulci. Preziosi unguentari, buccheri da banchetto, recipienti per la conservazione di derrate alimentari.
Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, 3 settembre 2019.
Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, 3 settembre 2019. Hai mai visto il trasporto della macchina? Da mozzafiato, perchè vedi una costruzione alta, di 30 metri, simile ad un campanile, illuminata, che sembra camminare per le vie della città. In cima, verso il cielo è la statua di Santa Rosa da Viterbo, protettrice della nostra città. In realtà la Macchina viene portata a spalla da 100 Facchini. Sì 100 perchè la Macchina pesa ben 5 tonnellate. I Facchini di Santa Rosa percorrono 1200 metri per le vie di Viterbo, portano la Macchina in discesa, in piano, delle volte la Macchina quasi struscia le pareti delle case ai due lati della via. L’ultimo tratto che i Facchini fanno correndo, è su una ripida salita che porta alla Chiesa di Santa Rosa da Viterbo. Ancor prima del Trasporto, i Facchini fanno il loro ritiro, poi fanno il giro delle sette chiese. Un modo per ricaricarsi al massimo per l’impresa impegnativa. Il trasporto della Macchina prende inizio alle ore 21.
CIVITA DI BAGNOREGIO SI TROVA A 120 KM DA ROMA,
Guide Turistiche Civita di Bagnoregio.
Prenotazione guida, per privati e gruppi.
Le 8 cose da sapere per visitare
Civita di Bagnoregio.
- Come arrivare Civita di Bagnoregio? Se arrivi da Nord, segui l’Autostrada A1 in direzione Roma, puoi uscire ad Orvieto. All’uscita del casello gira a sinistra e segui le indicazioni per Civita di Bagnoregio. Se arrivi da Sud, puoi uscire al casello di Orte, poi prendi la direzione di Viterbo sulla Superstrada, prendi l’uscita Bagnaia-Montefiascone e percorri la strada provinciale Teverina fino a Bagnoregio.
- Per raggiungere Civita di Bagnoregio, devi passare prima per Bagnoregio che è il comune di Civita di Bagnoregio. La distanza che separa i due posti è di km 1,5.
- Se arrivi in comitiva con bus turistico, fai scarico/carico in Piazzale Battaglini a Bagnoregio. Nello stesso piazzale si può prendere la navetta di trasporto pubblico che porta al Belvedere, il punto più vicino a Civita di Bagnoregio. Dal Belvedere hai che continuare a piedi per 300 m circa, percorrendo una discesa e una salita.
- Se arrivi a Bagnoregio in macchina, puoi parcheggiare in Piazzale Battaglini o direttamente al parcheggio del Belvedere.
- Se vuoi riservare una navetta per il tuo gruppo, all’orario che vuoi, sappi che esiste anche un servizio privato di navetta, su prenotazione e a pagamento.
- Sei buon camminatore e vuoi arrivare a piedi da Bagnoregio a Civita di Bagnoregio? Ci metti 15-20 minuti da Piazzale Battaglini di Bagnoregio fino al Belvedere. Dal Belvedere ti rimangono altri 300 metri per arrivare all’ingresso del borgo (15 min. c.a.).
- Dove può parcheggiare il bus turistico? Come dicevo, in Piazzale Battaglini a Bagnoregio si può fare scarico/carico, ma il bus deve sposarsi per parcheggiare al parcheggio in Piazzale dei Bersaglieri.
- I costi:
Costo navetta trasporto pubblico € 1,00 a/r a persona.
Ingresso al borgo € 5,00 a persona. Non ci sono agevolazioni né per gruppi, né per le scuole.
Parcheggio bus € 40,00
Parcheggio macchine Piazzale Battaglini € 1,50.
Parcheggio Belvedere € 2,00
Maddalena Marton



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Cosa dicono di Maddalena Marton
Cosa si vuole di più della vita? Ho chiesto ad alcune persone che mi hanno conosciuta come guida, di inviarmi il loro parere sulle visite fatte insieme, in modo che futuri clienti possano farsi un’idea su di me. Ecco i gratificanti commenti! Vi porterò nel cuore. Grazie.

Sono una maestra scuola primaria! Ho conosciuto Maddalena in occasione di una visita didattica presso la Necropoli Etrusca di Tarquinia, organizzata per la mia classe quinta. È stata una esperienza molto gratificante per i ragazzi, i quali sono stati coinvolti dalla Gentilissima Maddalena, attivamente, partecipando alle piccole drammatizzazioni utilizzate per spiegare i riti degli Etruschi! Nessuno si è annoiato, tanta motivazione e interesse hanno caratterizzato il tempo passato qui! Sicuramente terrò presente per prossime uscite didattiche. Lidia.

Salve, sono Silvana, sono di Macerata, ed amo molto viaggiare. Ho il piacere di comunicare che facendo un viaggio, ho avuto la fortuna di avere la Sig. Maddalena Marton come guida per visitare Bolsena e Civita di Bagnoregio. Devo dire che è molto molto brava, molto preparata in ogni cosa, sempre pronta ad ogni domanda che le si poneva ed anche molto professionale e gentile con tutto il gruppo. Le faccio veramente tanti complimenti, in quanto visto che viaggio spesso, non è così facile trovare persone preparate allo stesso livello, anzi è veramente raro. Quindi auguro a più persone possibili di avere la mia stessa fortuna! Un cordiale saluto, Silvana Macerata.

Buon pomeriggio Maddalena, ringrazio per la mail e le fatture. Ho sentito il cliente ed è stato molto contento. Allego la copia del bonifico effettuato oggi a saldo fattura e speriamo poter collaborare ancora in futuro. Cordiali saluti Erica.

Bonjour, Maddalena. “Nous avons programmé en mai 2018 avec les conseils de ARTinVISTA la visite des sites étrusques de Tarquinia et Cerveteri. Nous avons été guidés avec sérieux et professionalisme par Maddelena Marton qui s’exprime dans un français impeccable, elle a su intéresser et maintenir l’attention d’un groupe de plus de 40 personnes, ce qui est loin d’être évident. Nous avons apprécié sa connaissance des sites, de leur histoire et sa passion pour cette région ; son discours personnel et adapté à des visiteurs exigeants, son contact chaleureux et sa disponibilité sont des atouts. Nous nous sommes quittés avec l’envie d’en connaître encore plus et de revenir sur ses terres pour découvrir d’autres lieux étrusques moins fréquentés afin d’avoir une vision plus complète de cette civilisation étonnante”. INIS Italie Nord-Isère.

L’abbiamo conosciuta a Bolsena sulla riva di una distesa di azzurro profondo, misterioso nei riflessi d’oro del sole. Ha aperto ai nostri occhi orizzonti di storia e paesaggi cromatici con limpida competenza, Maddalena, voce gentile, evocando il carico di secoli delle rocce e delle pietre di Bagnoregio, i colori e le sensazioni del quotidiano, la vita di allora all’interno del borgo e ai piedi della rupe, nelle valli intorno. A Tarquinia il giorno seguente, per introdurre a interpretare gli spazi ipogei del mondo scomparso degli Etruschi, ha consegnato alla nostra comprensione parole chiave preziose, le coordinate della sua conoscenza di quel mondo, con visibile passione di comunicare, pari alla sua trasparente umiltà, oggi più che mai condizione preliminare per scrivere nel cuore di chi ascolta. Un incontro bello, un’esperienza la cui ricchezza di echi si espande sui giorni che seguono, una persona che non è possibile dimenticare. Marina di Montalto di Castro 29 settembre 2018 Corale A. Rosmini, Rovereto – Tn

Mi sono recata con le mie classi a Bomarzo nel mese di maggio. Ho avuto la fortuna, tra l’altro casuale, di avere come guida la Sig.ra Maddalena. È stata un’esperienza molto costruttiva e interessante, grazie soprattutto alla professionalità, alle competenze e alla preparazione di Maddalena. Mi sento di ringraziarla per aver reso l’uscita didattica, sia per me, sia per i miei alunni, un’occasione per apprendere nuove conoscenze anche attraverso il gioco e il divertimento. Se dovessi nuovamente recarmi a Bomarzo, sicuramente contatterò Maddalena! Grazie di tutto

Buongiorno Maddalena, ieri è felicemente terminato il nostro 27° Euroraduno, svoltosi nel Lazio e che ha visto la partecipazione di camperisti di tutta Europa. Portare in tour un gruppo numeroso, articolato, poliglotta come il nostro non è cosa semplice: desidero farvi sapere che tutti sono rimasti estremamente contenti e tale risultato è sicuramente frutto anche del professionale lavoro e fattiva collaborazione che ci hai prestato. Per tale motivo desidero ringraziarti, auspicando di poter avere in futuro altre occasioni di collaborazione. Cordialmente.✌ Presidente Camperclub Italia.

Salve! Ho conosciuto Maddalena Marton in occasione di una gita scolastica a Viterbo, Civita di Bagnoregio e Bolsena. La signora Marton si è dimostrata non solo una guida preparata, ma anche una donna accogliente, paziente e disponibile, nonostante il tempo inclemente e i miei vivaci alunni. La ringraziamo ancora di tutto. Arrivederci! Costanza.

Buongiorno, Questa piccola mail per ringraziare la Guida Maddalena Marton per la visita in lingua francese, organizzata a Tarquinia. Oltre le sue conoscenze, abbiamo apprezzato la sua capacità a spiegare le cose in uno modo molto suggestivo, ad inoltrarci in una una cultura davvero sconosciuta per noi. Il fatto di aver passato metà del tempo nella necropoli e l’altra meta nello splendido museo di Tarquinia ha fatto che queste tre ore passate insieme hanno volato. E stata una bellissima esperienza. Yves.










