Viterbo. Il Quartiere medievale di San Pellegrino è il simbolo dell’architettura viterbese privata. Sorse tra i secoli XI-XIII, presenta i tipi di edilizia privata più caratteristici dell’Italia medievale, con delle peculiarità viterbesi.
Si passa sotto le torri rimaste in piedi nelle guerre tra famiglie di parte guelfa e ghibellina, si passeggia sotto le case a ponte che collegano gli edifici dei due lati della via principale, formando una successione di archi.
Ci si perde tra i tanti begli scorci fatti di bifore, di altri archi ancora, di botteghe.
La via principale sfocia in piazzette, dove si avverte il gioco tra luce e ombra, dalla stessa via è possibile scendere le ripe che portano al fiumiciattolo a valle.
Si arriva al fulcro del Quartiere, a Piazza degli Alessandri, che si ritiene sia la piazza medievale più caratteristica e più completa che si ritrovi in Italia.
Difatti, non è raro imbattersi di troupe cinematografiche in zona, l’ultima volta era quando ci si girava il kolossal I Medici. Anche i registi s’innamorano della nostra città!
La casa tipica medievale viterbese è nota come la casa con il profferlo.
Il profferlo non è altro che una scalinata esterna posta per lungo in modo che sottrai poco spazio dalla pubblica via, e che porta al primo piano dove c’era l’ingresso.
Il balconcino è sorretto dall’arco sottostante, dove si trovava anche l’ingresso alla bottega o che comunque era l’ambiente più grande della casa, in pratica era uno scantinato.
Lo scantinato era il frigorifero dell’epoca, dove si conservavano i prosciutti, l’olio di oliva, il vino, i formaggi.
Gli scantinati venivano spesso scavati ancor più in profondità e comunicavano con una galleria sotterranea che portava fuori città, certamente costituiva una via di fuga.






















