Itinerario tutta Tarquinia in 1 giorno.

Ecco il programma che ti permette di visitare e di apprezzare al meglio la città di Tarquinia dalla millenaria storia, con Guide Turistiche Ufficiali ed Autorizzate. Che cosa si visita? La Necropoli Etrusca dei Monterozzi di Tarquinia, il Museo Etrusco tra i più ricchi di antichità etrusche, il centro storico di Tarquinia alla scoperta di monumenti a partire dal Medioevo al barocco.

La mattina visita delle tombe dipinte a partire dal secolo VI a.C. che portano alla scoperta della pittura etrusca che racconta in scene colorate non solo la vita quotidiana, ma anche aspetti po’ nascosti riguardanti la visione di vita e di morte di questo straordinario popolo pre-romano.

Al termine della visita della necropoli spostamento con il bus turistico oppure con le macchine se siete turisti privati, al centro storico di Tarquinia e visita del Museo dove sono esposti i ricchi corredi principeschi provenienti dalle tombe.

Tarquinia – Il Museo Nazionale Etrusco nell’edificio pre-rinascimentale di Palazzo Vitelleschi.

Pausa pranzo, a seguire si visita il centro storico di Tarquinia le cui tappe principali sono:

Il Duomo che ha un tesoro pittorico, il ciclo di affreschi di un autore di primo ordine, le cui opere sanno molto di Pinturicchio e del Perugino, con delle esecuzioni magistrali e che operò anche ad Orvieto. Il pittore spesso viene chiamato come “pittore umbro” in base alle sue opere, si tratta invece di un pittore viterbese, poco conosciuto: Antonio da Viterbo alias Pastura.

Duomo di Tarquinia – particolare del ciclo di affreschi di Antonio da Viterbo detto il Pastura.

La chiesa romanica di Santa Maria in Castello, via delle Torri, il Palazzo Comunale e piazza antistante con una fontana del periodo barocco e chiese di stile barocco.

Tarquinia – Chiesa S. Maria in Castello che sorge nel nucleo più antico della città, stretto intorno alla torre piazza alta di Tarquinia.

Per info chiama il + 39 328.4248738 info@artinvistaguideviterbo.com oppure info@guidaviterbo.com all’Att. di Maddalena Marton

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