La tradizione ceramica nella Tuscia ha delle radici antichissime che risalgono addirittura a epoca etrusca, a 2700 anni fa circa, quando sul modello greco prese inizio l’uso del tornio.

Ceramica etrusca – Museo Archeologico di Vulci

La ceramica artistica a figure nere e rosse viene ancora prodotta dagli abili artigiani di Tarquinia, di Tuscania, di Civita Castellana, di Bagnoregio, con le tecniche originali.

Gli etruschi oltre la ceramica prodotta nelle botteghe specializzate di Cerveteri, di Vulci, di Tarquinia ed in altri centri dell’Etruria Meridionale come per esempio Orvieto, erano esperti anche nella produzione di oggetti in terracotta. Ne è un esemplare famosa la lastra di terracotta che ornava il Tempio dell’acropoli etrusca di Tarquinia, i Cavalli Alati oggi al Museo Etrusco di Tarquinia.

I Cavalli Alati secolo IV a.C.- lastra di terracotta che ornava il grande tempio etrusco dell’Acropoli – Museo Archeologico di Tarquinia.

La storia della produzione ceramica nella Tuscia in realtà prese inizio ancor prima l’epoca etrusca, abbiamo molti oggetti modellati a mano, senza cioè l’uso del tornio, risalenti alla cultura cosiddetta villanoviana, secolo X-IX a.C.

I vasi, gli oggetti di uso quotidiano e funerario, i modelli in miniatura di carri, sono esposti nei musei di Tarquinia, Vulci, Viterbo, per esempio. L’argilla usata non era depurata, che in gergo tecnico si chiama a impasto, le forme erano ancora rozze, l’interno dei vasi conserva le impronte digitali dei vasai vissuti 3000 anni fa. Tutti questi oggetti provengono dalle necropoli dei villanoviani, gente autoctona a tutta l’Italia centrale, considerati i precursori degli Etruschi.

Urna cineraria villanoviana secolo IX a.C., d’impasto, modellata a mano.

Anche le ceramiche di lusso, greche a figure nere e rosse, oppure i preziosi unguentari corinzie che costavano l’occhio della testa, sono state ritrovate nelle ricche tombe principesche delle necropoli etrusche. Quelle ceramiche erano prodotte in Grecia e nelle città della Magna Grecia, da dove raggiungevano il mercato etrusco attraverso la fitta rete commerciale tra i due popoli.

Ceramica greca a figure nere – Museo Archeologico Vulci.

Fu proprio attraverso alla circolazione della ceramica, che gli Etruschi venivano a conoscenza della mitologia greca, che assorbirono e in parte modellarono al loro gusto.

Ceramica greca a figure rosse – Museo Nazionale Etrusco Tarquinia.

Le tombe dell’Etruria hanno restituito anche delle ceramiche di imitazione, prodotte nelle botteghe locali, di tipo attico (anfore di dimensioni grandi, prima a figure nere, poi a figure rosse) e di tipo corinzio (dimensioni piccole, di solito unguentari e balsami, ossia contenitori per la crema idratante dell’epoca), molto costosi.

Balsamari etruschi – Museo Archeologico di Vulci.

La terracotta era molto usata dagli Etruschi, favolose le decorazioni fittili di templi e di tombe a forma di templi, le lastre di terracotta che ricoprivano il tetto delle dimore. Ne abbiamo testimonianza in vari musei della Tuscia, tra Tarquinia, Tuscania, Viterbo, o ancora a Orvieto.

Antefissa dal Tempio del Belvedere – Museo Nazionale Archeologico Orvieto

Tanti i vasi di terracotta di uso quotidiano, funerario, religioso, portati alla luce, i sarcofagi (famosi quelli di Tuscania), le maschere (bellissime quelle di Tuscania probabilmente di produzione falisca. Ossia dei Falisci, uno dei popoli pre-romani italici confinanti con gli Etruschi.

I primi esemplari di ceramica etrusca presentano una decorazione geometrica, sono piuttosto rozzi, elementari. Interessanti i vasi esposti al Museo di Tarquinia, con l’immagine di tori, probabilmente in allusione alla figura mitologica del Minotauro.

Ceramica etrusca con l’immagine mitologica del Minotauro – Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia.

La produzione della ceramica, con l’uso del tornio ed i colori minerali, come abbiamo detto, fu introdotta in Etruria dai Greci che si stabilirono in Etruria, aprirono delle botteghe e diffusero un nuovo sistema della produzione della ceramica.

Un tipo di ceramica caratteristico e unico, etrusco, è il bucchero. Di solito color nero o grigio, dovuto ad un particolare sistema di impasto e di cottura. Brillante, se lucidata con la cosiddetta tecnica a stecca, era prodotta in svariate forme, a seconda dell’uso a cui erano destinate.

Buccheri – Museo Archeologico di Vulci.

Questa tecnica fu usata anche in altre culture, per esempio in America Latina, ma gli Etruschi seppero portare alla perfezione questo tipo di produzione, probabilmente grazie all’impasto di argille più raffinate e cottura più uniforme.

La ceramica nella Tuscia oggi: Le ceramiche artistiche della Tuscia viterbese sono protette da una disciplina stabilita dalla Camera di Commercio di Viterbo. Perché le ceramiche possano essere fregiate con il marchio Tuscia viterbese, devono essere prodotte con argille cotte a diverse temperature, e lavorate almeno per il 60% a mano.

Le ceramiche Tuscia viterbese si contraddistinguono per due varianti, quella tradizionale e quella innovativa. La ceramica tradizionale si tratta di oggetti che rievocano nelle forme o nelle tradizioni, gli standard storici della produzione ceramica del viterbese.

Ceramiche artistiche della Tuscia viterbese – Bottega Quartiere San Pellegrino Viterbo.

La ceramica artistica innovativa sono dei manufatti che per stile, forma, e tecniche di realizzazione rappresentano la naturale evoluzione di una specificità artigianale che ha sempre eccelso per originalità e creatività.

Ceramica artistica della Tuscia viterbese – Bottega Quartiere San Pellegrino Viterbo.

Il Museo della Ceramica della Tuscia di Viterbo.

Il Museo della Ceramica della Tuscia si trova nel cuore del centro storico di Viterbo, nelle vicinanze del medievale Quartiere San Pellegrino, dove trovi varie botteghe di ceramica tipica.

Il Museo della Ceramica di Viterbo e della Tuscia è ospitato a Palazzo Brugiotti. L’esposizione si articola in 7 sale e racconta l’evoluzione della produzione della ceramica dal XII secolo, dalla tipologia “a biscotto” alla ceramica invetriata, smaltata, fino alle ceramiche preziose del XVII secolo.