CAPRAROLA, VILLA FARNESE – BAGNAIA, VILLA LANTE– BASILICA DELLA QUERCIA. E’ una giornata dedicata ai Grandi Giardini Italiani e alla Basilica dei Miracoli del primo Rinascimento detta de La Quercia dall’architettura fiorentina.

VILLA FARNESE DI CAPRAROLA è un Cinquecentesco palazzo-fortezza pentagonale con cortile circolare. Alle sue spalle nel pendio boscoso sono costruiti i Giardini Bassi ed i monumenti Giardini Alti con delle fontane, dei labirinti, delle sculture e con la Casina del Piacere.

Si vedranno delle superfici di affreschi molto estese che fanno viaggiare nella storia europea del XVI secolo, con i protagonisti della scena politica di quei tempi. Tra loro vengono ritratti anche il Gran cardinal Alessandro Farnese, abile diplomatico e committente della villa, e del suo nonno, papa Paolo III.

La vista si apre dall’alto del palazzo, sulla Via Dritta che collega la dimora del signore del palazzo con il borgo sottostante.

Da non perdere la Scala a chiocciola sorretta da 30 doppie colonne, la Sala del Mappamondo dedicata alle scienze geografiche.

Interessanti i riferimenti alle conoscenze esoteriche di più sale. Palazzo e villa furono disegnati dal grande architetto Barozzi da Vignola, il palazzo fu costruito in soli 26 anni, iniziato nel 1550, mentre i Giardini alti furono completati nel 1620.

Trasferimento in pullman a Bagnaia, e visita di Villa Lante. Al termine della visita della villa, pranzo a Bagnaia.

VILLA LANTE DI BAGNAIA è famosa per il suo giardino a sorpresa, con dei fantasiosi giochi d’acqua. Si sale sul pendio boscoso sui terrazzamenti attraversati dall’acqua che scende a caduta libera dalla cima, e viene scolpita da 7 fontane in tante forme, vasche, zampilli, cascate, ruscelli, scherzi d’acqua.

Amavano passeggiare qui anche i vescovi di Viterbo con i loro ospiti: cardinali e papi. Anche loro facevano le stesse tappe panoramiche che ora facciamo noi: lo sguardo va sui terrazzamenti e l’acqua che scende, sui boschi del parco, sul borgo di Bagnaia.

Si è avvolti dal cinguettio degli uccelli, dal ronzio e dal luccichio dell’acqua, dalla natura dominata attraverso l’architettura, dall’uomo. Tutto è armonia, equilibrio, geometria, simmetria.

In basso è il raffinato Quadrato dei Mori, con, al centro la Fontana dei Mori, è un giardino all’italiana all’interno del giardino. La cosa interessante è anche la doppia iconografia, quella rinascimentale e un’altra di natura religiosa elaborata dal committente cardinale Gambara. Il disegno è attribuito al grande architetto Barozzi da Vignola.

LA BASILICA DELLA MADONNA DELLA QUERCIA è la basilica dei Miracoli della Madonna e del Patto d’Amore tra Lei e la Città di Viterbo.

Fu costruita tra il 1470-1535 su disegno di Giuliano da Sangallo. E’ un pezzo di architettura e pittura fiorentine, che si sviluppò attorno all’immagine miracolosa della Madonna col Bambino posta nel 1417 tra i rami di una quercia a protezione dei campi.

La Basilica divenne un centro della devozione mariana, frequentata da tanti fedeli e da numerosi papi. Le 7 cose da non perdere: Il Tempio marmoreo scolpito da Andrea Bregno (1490), che contiene il tronco dell’antica quercia e l’immagine della Madonna con il Bambino che diede origine al santuario.

Il soffitto a 33 cassettoni ricoperti di foglia d’oro, con l’oro proveniente dalle Americhe, dono di Carlo V a papa Paolo III Farnese. I dipinti dedicati ai Miracoli della Madonna della Quercia. La tela “Noli me tangere” tela di Bartolomeo della Porta.

Il Coro intarsiato di Zanobio del Tasso e del Pollastra. La grande tavola d’altare, opera di fra Bartolomeo della Porta, Mariotto Albertinelli e fra Paolino da Pistoia (1543). Il Presepe con manichini costruito da artisti fiorentini e lucchesi (1545-1564).