I Monti Cimini si trovano tra Roma e Viterbo (Lazio del Nord) – ecco come ne scrive lo storico Tito Livio (59 a.C.-19 d.C.), narrando l’attacco dei Romani guidato dal console Fabio Rulliano nel 319 a.C.: “A quei tempi la Selva Ciminia era più impervia e spaventosa di quanto siano apparsi, in tempi recenti, i boschi della Germania”, e “nessuno fino ad allora aveva osato avventurarvisi, nemmeno i mercanti”.

Difatti, i Monti Cimini con i loro alto rilievi boscosi, costituivano una barriera naturale tra Roma e l’Etruria che non potè reggere la conquista romana perché gli Etruschi non seppero mantenersi uniti a fronte dell’espansione romana.

I Colli Cimini si trovano quindi vicino a Roma, nella porzione più vicina del Lazio del Nord alla capitale e sono caratterizzati da rilievi non troppo alti, il punto più alto è il Monte Cimino con i suoi 1053 metri.

Siccome le origini di questi rilievi appartenenti all’Antiappennino sono vulcaniche, tra i folti boschi di querce, di faggi, di noccioleti e castagneti puoi trovare anche dei laghi dello stesso origine, tra questi il Lago di Vico che conserva i tratti tipici delle asperità dei fianchi vulcanici meglio di ogni altro lago di origine vulcanica in Italia.

I Monti Cimini nel Secondo Cinquecento ed i primi del Seicento si arricchisce di Ville, Palazzi, Giardini e fanno di questa zona ricca di sorgenti di acqua, la concentrazione più alta di dimore storiche d’Europa. Ma non solo. Proprio qui, nell’Alto Lazio, si trovano alcuni dei Grandi Giardini Italiano, come i Giardini di Palazzo Farnese di Caprarola, Villa Lante di Bagnaia e più verso la valle del Tevere, il Sacro Bosco di Bomarzo.