CIVITA DI BAGNOREGIO-BOLSENA. Tour 1 giorno. Dal borgo incantato in cima ad un fragile cono di tufo al paese che si affaccia sullo specchio d’acqua di origine vulcanica più esteso d’Europa.
Si passa attraverso il ponte in salita per arrivare a Civita di Bagnoregio, chiamato anche Città incantata, perché nelle mattine di foschia pare sospeso nell’aria. Ma, anche perché, in questo fiabesco borgo il tempo sembra essersi fermato, ci abitano ormai un pugno di persone.
Intorno alla Civita vi è la conca delle curiose creste d’argilla di origine marina, modellate soprattutto dalla forza delle acque.
Si addentra nelle vie di Civita di Bagnoregio, tra le case in tufo e basalto, torri mozze, tipiche case medioevali con scalinata esterna, giardini fioriti. Qui ogni angolo è da scoprire, e nonostante il borgo sia piccolo, racchiude monumenti dall’età etrusca a quella rinascimentale.
Si va in cerca dell’immagine della Madonna Liberatrice, dei resti della casa di S. Bonaventura, dai punti panoramici si ammira la Valle dei calanchi, la Valle del Tevere e il cono del Monte Cimino.
Pranzo a Bagnoregio oppure a Bolsena. Trasferimento in pullman a Bolsena sui Colli Volsini, da dove le bocche vulcaniche catapultarono milioni di anni fa, il loro materiale lavico fino a Bagnoregio.
Bolsena sorge sul dorso di una caldera dal manto boscoso, che si affaccia sulla distesa d’acqua con le due isole, la Martana e la Bisentina.
Si va alla scoperta del borgo medioevale, sviluppatasi intorno alla Rocca Monaldeschi che fu costruita in perfetta posizione di difesa tra Orvieto e il lago. Nelle vicinanze, su un’altra collina, esisteva la città etrusco-romana risalente al 264 a.C., chiamata dai Romani Volsinii.
Lo sguardo abbraccia dall’alto il quartiere rinascimentale, tutta la conca del lago e le due isole, resti di conetti vulcanici.
L’Isola Bisentina era residenza estiva dei Farnese e di Papi, nel XVI secolo fungeva come una piccola Gerusalemme, dove la gente del posto poteva percorrere la Via Crucis. L’altra, la Martana, è quella delle leggende, della regina Amalasunta, di Santa Cristina, di Matilde di Canossa.
Si visita la Collegiata di S. Cristina costruita sul sepolcro sotterraneo di Santa bolsenese tra i secoli IV-XVIII. E’ un complesso monumentale, dove vengono conservate le Sacre Pietre macchiate del sangue eucaristico del 1268 e una pietra lavica con le impronte di due piedi, secondo la tradizione di Santa Cristina.




