VITORCHIANO – PARCO DEI MOSTRI DI BOMARZO. Tour 1 giorno. Un tour tra stupefacenti sculture di pietra vulcanica, antichi borghi raccolti in cima di speroni di roccia e il Giardino a sorpresa che solo a se stesso e a null’altro somiglia.
Non ci crederete, ma visitare Vitorchiano, porta fortuna, basta fare la danza intorno al quasi-colosso di pietra lavica: il Moai! E’ alto circa 6 m ed è l’unico fuori dell’Isola di Pasqua. A parte gli scherzi, il Moai è diventato un’attrazione turistica, complementare al suggestivo borgo medioevale (di origine etrusca) di Vitorchiano.
Il borgo è incastonato su una piattaforma di pietra lavica delimitata da due canyon dalla fitta vegetazione. Si addentra tra caratteristiche case medioevali con il profferlo, edifici rinascimentali, artistiche fontane scolpite nel peperino e chiese. Si raggiunge la piazza civica e religiosa di Vitorchiano che si è formata tra il secolo XIII e XIV e accoglie il palazzo comunale, la torre, la chiesa e la fonte pubblica.
Ci troviamo a ridosso della prima cerchia muraria dell’antico castrum, con la Porta della Madonna. Della Madonna della Neve. Gli stemmi che vedete sparse un po’ ovunque, con la lupa capitolina e il fregio dell’acronimo S.P.Q.R., conserva la memoria del Patto detto Fidelato. Cioè, il legame stretto tra il piccolo Comune medioevale di Vitorchiano e Roma, agli inizi del XIII secolo e che dura ancora oggi, e si traduce anche in esenzioni fiscali.
Spostamento in pullman da Vitorchiano a Bomarzo. Nel paesaggio si scorgono diversi coni vulcanici coperti di fitti boschi verdi ed enormi massi di roccia scolpiti dalla natura in infinite forme quasi antropomorfe. O sono i Giganti di Bomarzo? Comunque sia, sembrano anticipare lo scenario del Bosco Sacro. Un complesso di opere, frutto di arte ed ingegno, capaci di suscitare non solo ammirazione, ma anche il divertimento nei visitatori.
Il pomeriggio è dedicato al famoso giardino fantasioso del Secondo Cinquecento, che amava Salvador Dalì e che hanno studiato storici dell’arte italiani e stranieri. Il giardino chiamato anche Bosco Sacro, si trova nel pendio di una suggestiva valle, popolata sculture enigmatiche e divertenti: di animali fantastici e reali, di personaggi mitologici e da inverosimili costruzioni inclinate. In cima, a dominare è un Tempio. Sacro.
Il giardino era ideato come una sorta di Ottava Meraviglia, in allusione alle Sette Meraviglie del Mondo Antico. S’incontrano le statue parlanti e quelle gigantesche, tra le quali la faccia grottesca che invita ad entrare nella sua bocca spalancata intorno alla quale vi è una iscrizione Dantesca. Si entra anche nella Casa inclinata che ti fa perdere l’equilibrio. Le figure e le costruzioni richiamano paesi e luoghi lontani e vicini, ma anche della mitologia, dell’archeologia, della storia, della letteratura.
Si viaggia nell’arte del Manierismo, nella visione del mondo rinascimentale, nelle conoscenze ermetiche. Ci troviamo nel giardino di Francesco Orsini, il principe-guerriero, ideatore del “boschetto”.




