VULCI-TUSCANIA. Dalla città etrusco-romana alla Tuscania medioevale, nella Maremma Laziale. Un tour che percorre due posti immersi nel verde lussureggiante, costruiti su pianori di roccia dominati da centri urbani e delimitati da aspri canyon.

A Vulci si va alla scoperta dei monumentali resti della città etrusco-romana, seguendo il facile percorso lungo l’antica strada basolata, all’interno del Parco Archeologico. Da non perdere il ponte ad archi che scavalca le pareti vertiginose della valle, si chiama il ponte del diavolo che collegava il pianoro con il medioevale Castello della Badia.

Compagni di sempre lungo il tragitto da relax del parco, sono i cavalli ed i buoi maremmani che osservano i nostri passi.

Cosa si vede della città etrusco-romana? Porta Ovest secolo II a.C. Tratto di mura del secolo IV a.C. L’area del Foro con i resti del Tempio Grande risalente ai secoli VI-IV a.C. La Domus del Criptoportico del II secolo II a.C. Resti di un Mitreo del secolo III a.C e resti della Porta Est.

Vuoi visitare l’etrusca Tomba François o il Museo archeologico del Castello della Badia? S’include nel percorso con tempistiche supplementari.

Pranzo a Vulci o verso Tuscania. Trasferimento in pullman a Tuscania. Si passa tra alti speroni di roccia tufacea dalle sagome insolite e profonde valli verdi. Poi, tra uliveti ecco che appare Tuscania cinta di mura merlate in tufo.

A Tuscania si esplorano le Basiliche di S. Pietro e di S. Maria Maggiore costruite tra torri, tra la fine del secolo XI e gli inizi del XIII sul colle di San Pietro. Si rimane meravigliati davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore, la facciata in tufo e marmo, il rosone con i simboli dei quattro Evangelisti. Ma, ancor di più all’interno, dove tra le varie opere d’arte, si trova un affresco del Giudizio Universale risalente ai primi anni del 1300. Fu realizzato da artisti operanti nella squadra di Giotto a Padova.

La basilica di San Pietro sorge sul posto dell’Acropoli etrusco-romana. Il rosone di pizzo in marmo, orna l’antico tempio animato di figure scolpite di animali, di santi, della “trinità diabolica”. Si tratta di simboli medioevali talvolta ispirati su quelli pagani-etrusche del territorio. Da non perdere il pavimento di tipo cosmatesco e la cripta ad oratorio.

A seguire si visita la città medioevale, cinta di mura merlate, si passeggia per le vie e piazze, tra case aristocratiche, torri e fontane. La tappa al Parco del Lavello con un panorama da cartolina è d’obbligo.